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  • 15
  • lug
  • 2010

Piante acqutiche: l’Epilobio

epilobio

L’Epilobio, il cui nome scientifico è Epilobium ciliatum è una pianta acquatica perenne e tappezzante, appartenente alla famiglia delle Onagraceae e originaria dell’America del nord. Questa pianta si caratterizza per la produzione di una rosetta di foglie dalla quale dipartano dei fusti sottili che portano molte foglie di colore verde; in estate appaiono dei fiori a quattro petali di colore rosa, ai quali succedono i frutti che contengono i semi.

Le radici dell’Epilobio si allargano con facilità dando vita a nuove piante accanto a quella madre; proprio per questo, molto spesso, assumono un carattere di infestanti. In passato, nella medicina popolare, alcune specie di Epilobio venivano usate per produrre unguenti terapeutici.

Epilobio (Epilobium ciliatum)

  • Fioritura: in estate
  • Impianto: in primavera
  • Tipo di pianta: acquatica perenne
  • Altezza max: 60 centimetri

Esposizione

L’Epilobio ha bisogno di un’esposizione soleggiata; non teme il freddo, mentre non ama il vento; per farlo sviluppare al meglio deve essere messo a dimora sulle rive del giardino acquatico o del laghetto, in modo da poter beneficiare sempre di un terreno umido.

Terreno

L’Epilobio cresce bene in qualsiasi terreno, l’importante è che sia umido; tuttavia, il terreno preferito da questa pianta è pesante e poco drenato.

Innaffiatura

Se coltivate l’Epilobio in contenitore o lontano dai corsi d’acqua, annaffiatelo spesso da luglio a settembre, soprattutto se ci sono periodi di siccità prolungata.

Malattie e avversità

Gli afidi attaccano molto spesso l’Epilobio, rovinandone i fiori, proprio per questo, all’inizio della primavera è bene effettuare un trattamento con un insetticida sistemico specifico.

Concimazione

Per l’Epilobio sono consigliate due concimazioni all’anno, da effettuare in autunno e all’inizio della primavera con del concime a lenta cessione.

Moltiplicazione

L’epilobio si autosemina spontaneamente, tuttavia per la semina è bene utilizzare dei semi freschi; è possibile propagarli anche per divisione delle radici rizomatose da porre subito a dimora.

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