Erbe aromatiche di Marzo (prima parte)

FRAGOLA (Fragaria vesca)

Ben nota pianticella erbacea perenne, stolonifera, che viene coltivata ovunque per la raccolta dei profumati, dolcissimi frutti. Cresce anche allo stato spontaneo sui primi contrafforti alpini o al margine dei boschi. Ne esistono numerosissime varietà, a frutto grosso o piccolo.
Si coltiva con discreta facilità purché si abbia a disposizione ottimo terreno, ben concimato.
Per evitare che le aiuole di fragole si coprano di erbe infestanti, si usa coprire il terreno dove si sono appena interrate le giovani piante, con teli di plastica nera bucherellata. Dai fori usciranno soltanto le piante di fragola e le restanti specie erbacee finiranno per soccombere.
Serve, oltre che come prelibata frutta e per la preparazione di marmellate, gelatine e succhi, anche come diuretico, antireumatico, depurativo e antigottoso. A questo scopo basta bere 6 tazze al giorno di infuso preparato con 5 gr di foglie ogni 100 di acqua.
AGLIO DEGLI ORSI (Ahium ursinum)
Graziosa pianticella alta 30 centimetri che cresce spontanea nei campi, nei luoghi ombrosi e nei boschi, dalla pianura alla montagna.
Le sue foglie sono lanceolate, i fiorellini bianco-rosa sono riuniti in ombrelle arrotondate a pennacchio e il bulbo è bianco, odoroso di aglio.
Si coltiva come qualsiasi altra bulbosa, interrandone i bulbi in autunno, in terra soffice, ben concimata, fresca.
Serve, oltre che a scopo curativo (mangiato fresco in insalata per un mese, in primavera, disintossica il sangue) anche per aromatizzare verdure crude e le insalate in genere, le frittate o per rendere piccanti le tartine al burro. Ottima anche per accompagnare i formaggi freschi cui aggiunge un delicato aroma e sapore di aglio.
CARIOFILLATA (Geum urbanum)

Nota anche come « ambretta », questa graziosa pianta vive spontanea nei terreni umidi, ma non è molto frequente. Si tratta di un’erbacea perenne dal corto rizoma profumato e fiori gialli terminali. Da tutta la pianta emana un delicato aroma di « chiodi di garofano ».
Si coltiva in terreno piuttosto sciolto, seminando in marzo in lettorino e trapiantando in maggio, in buon sole.
Serve, oltre che a scopo medicinale, per preparare un infuso dall’azione tonica, anche per dare particolare profumo al té orientale. Per quest’uso basta mettere nell’infuso un pizzico di foglie di cariofillata. Tre grammi di foglie messe in infusione in 100 grammi di acqua bollente, forniscono una bevanda corroborante, nota come « té dei montanari ».
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