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	<title>PolliceGreen</title>
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		<title>Pesticidi, impariamo a conoscerli</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parassiti e malattie]]></category>
		<category><![CDATA[antiparassitari]]></category>
		<category><![CDATA[insetticidi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie delle piante]]></category>
		<category><![CDATA[parassiti]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
    

    


    
    



L&#8217;argomento pesticidi è molto complesso e può ingannare anche il più esperto giardi­niere. Sono ormai passati i giorni in cui c&#8217;era un solo prodotto chimico, il DDT, che sembrava risolvere ogni problema. Oggi è disponibile un vero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5061" title="pesticidi" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/pesticidi.jpg" alt="pesticidi" width="400" height="400" /></p>
<p>L&#8217;argomento <a href="http://www.pollicegreen.com/disinfestazione-disinfezione/4902/">pesticidi</a> è molto complesso e può ingannare anche il più esperto giardi­niere. Sono ormai passati i giorni in cui c&#8217;era un solo prodotto chimico, il <strong>DDT</strong>, che sembrava risolvere ogni problema. Oggi è disponibile un vero e proprio arsenale estremamente sofisticato per affrontare tut­te le possibili infestazioni dei <a href="http://www.pollicegreen.com/parassiti-piante/4870/">parassiti</a> ani­mali e vegetali che insidiano le piante non solo d&#8217;interesse agricolo ma anche coltivate in appartamento.</p>
<p>Il termine <strong>&#8216;pesticida&#8217;</strong>, in­fatti, designa tutta una serie di prodotti chimici che hanno usi specifici o generali. Tali prodotti comprendono la vasta catego­ria degli <strong>insetticidi</strong> e quei composti adatti a combattere <a href="http://www.pollicegreen.com/ragnetto-rosso/3837/">ragni</a>, vermi, <a href="http://www.pollicegreen.com/gli-afidi-ovvero-i-pidocchi-delle-piante/1848/">pidocchi</a>, chiocciole, <a href="http://www.pollicegreen.com/ticchiolatura/4450/">funghi</a>, che sono tra i nemici più frequenti per le piante da vaso.</p>
<p>Come molti prodotti chimici,<strong> </strong></p>
<blockquote><p><strong> i <em>pesticidi</em> sono quasi tutti tossici</strong>, in particolare sono dannosi per l&#8217;uomo e gli animali e, se ado­perati in dosi errate, anche per le piante.</p></blockquote>
<p>La tossicità non sempre è espressa dalla vele­nosità diretta del composto, dato che molti <em>pesticidi</em>, se hanno tendenza all&#8217;accumulo, possono risultare tossici anche per esposi­zione ripetuta a dosi subeffettive.</p>
<p><span id="more-5054"></span></p>
<p>In proposito,</p>
<ol>
<li>quando vengono adoperati bisogna <strong>usare sempre guanti</strong> da giardiniere;</li>
<li>evitare di somministrare <strong>polveri </strong>e aerosol quando c&#8217;è anche solo un po&#8217; di <strong>vento;</strong></li>
<li> eliminare immediatamente l<strong>&#8216;acqua di scolo</strong> delle piante;</li>
<li> le persone allergiche devono fare molta attenzione;</li>
<li>le confezioni debbono essere tenute<strong> lonta­no dalla portata dei bambini</strong>.</li>
</ol>
<p>Iniziamo con il conoscere più approfonditamente &#8220;<em><strong>Gli Insetticidi</strong></em>&#8220;:</p>
<p>è il gruppo più numeroso tra i <strong>pesticidi </strong>e comprende<strong> <em>prodotti chimici con azione ge­nerale, cioè attivi su di una vasta gamma di insetti</em> </strong>(come lo era un tempo il <em>DDT</em>, oggi poco usato per la sua elevata pericolosità) e prodotti speciali, attivi solo contro determi­nati insetti <em>(insetticidi specifici)</em>.<br />
Di loro interessa:</p>
<ul>
<li> la più o meno rapida<strong> eliminazione</strong>;</li>
<li>la <strong>tossicità</strong> per le piante, gli animali, l&#8217;uomo;</li>
<li> le modalità di <strong>impiego</strong> (liquido, solido, aerosol);</li>
<li>la<strong> dose</strong> minima efficace.</li>
</ul>
<blockquote><p><em><strong>Il loro uso richiede quindi atten­zione, prudenza e scrupoloso attenersi alle indicazioni riportate sulle confezioni.</strong></em></p></blockquote>
<p>Gli insetti­cidi svolgono in vario modo la loro azione, e su questa base  vengono suddivisi (<em>per inge­stione, per contatto, fumiganti,  sistemici</em>), ed è proprio di questa suddivisione che andremo a  parlare nei prossimi articoli.</p>
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		<title>Giacinti, curiosità e leggende</title>
		<link>http://www.pollicegreen.com/giacinti-curiosita-e-leggende/5029/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marion</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto orientale]]></category>
		<category><![CDATA[significato dei fiori]]></category>

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		<description><![CDATA[
Molto noti ed apprezzati nel mondo antico, i giacinti furono quasi dimenticati nel mondo occidentale fino a quando,  nel 1570, un ambasciatore austriaco, ne portò alcuni bulbi a Vienna; da qui la loro crescente diffusione che li condusse a divenire tra i fiori più apprezzati del tempo, soprattutto nei Paesi Bassi.
Secondo quanto narrato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5071" title="giacinti curiosità" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/giacinti-curiosità.jpg" alt="giacinti curiosità" width="449" height="329" /></p>
<p>Molto noti ed apprezzati nel mondo antico, i <a href="http://www.pollicegreen.com/giacinto-fiore/5026/"><strong>giacinti</strong></a> furono quasi dimenticati nel mondo occidentale fino a quando,  nel 1570, un ambasciatore austriaco, ne portò alcuni bulbi a Vienna; da qui la loro crescente diffusione che li condusse a divenire tra i fiori più apprezzati del tempo, soprattutto nei Paesi Bassi.</p>
<p>Secondo quanto narrato da <strong>Ovidio</strong> nel decimo libro delle <strong>&#8220;Metamorfosi&#8221;</strong> <strong>Giacinto</strong> era il figlio di Amicla e Diomede. Inseparabile amico di <strong>Apollo</strong>, morì proprio a causa di quest&#8217;ultimo durante una gara di lancio del disco;<strong> Zefiro</strong> infatti, geloso dell&#8217;amicizia fra <em>Apollo</em> e il giovinetto, deviò il lancio del dio il cui disco ferì a morte <em>Giacinto</em>. In preda alla disperazione, <em>Apollo</em> tentò di salvare in ogni modo l&#8217;amico ma a nulla valsero i suoi tentativi. Fu così che il dio decise di trasformare le spoglie del giovane in un fiore di colore rosso porpora proprio come il sangue da questi versato e di dargli, in suo onore, il nome di Giacinto.</p>
<p><span id="more-5029"></span></p>
<p>Sembra infatti che un tempo il <strong>giacinto</strong> fosse eslcusivamente di colore rosso, come testimoniato dalla stessa etimologia del nome (giak in greco indica il rosso scuro).  Il mito narra anche che <em>Apollo</em> scrisse di proprio pugno sui petali del fiore le sillabe AI AI, le stesse che un osservatore attento può scorgere ancora oggi. Nel <strong>linguaggio dei fiori</strong> il <em>giacinto </em>rappresenta l&#8217;allegria, ma in realtà può assumere significati differenti a seconda del colore: il <strong>giacinto rosso</strong> infatti significa dolore, mentre il <strong>giacinto blu</strong> rappresenta la coerenza.</p>
<p><em>Per concludere</em></p>
<p>Forse non tutti sanno che la <a href="http://www.pollicegreen.com/forzare-i-giacinti/2612/"><strong>forzatura del giacinto</strong></a> è una pratica piuttosto comune attraverso la quale si ottiene la fioritura dei bulbi anche in pieno inverno. In ogni caso, i giacinti sono i primi fiori a fare la propria comparsa in giardino e a dare un primo tocco di colore al grigio inverno che volge, finalmente, al termine.</p>
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		<title>Primula, varietà e cure</title>
		<link>http://www.pollicegreen.com/primula-varieta-e-cure/5068/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Primula]]></category>
		<category><![CDATA[Primulacee]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Primula è il fiore di stagione per eccellenza, il primo a rallegrare giardini ed aiuole dopo (a volte anche durante) i freddi rigori dell&#8217;inverno.
Le oltre 500 specie del genere Primula appartengono alla famiglia delle Primulacee e sono originarie delle zone montuose di Asia ed Europa, sebbene siano diffuse ormai in gran parte del globo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5069" title="primula" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/primula.jpg" alt="primula" width="450" height="335" /></p>
<p>La <strong>Primula </strong>è il fiore di stagione per eccellenza, il primo a rallegrare giardini ed aiuole dopo (a volte anche durante) i freddi rigori dell&#8217;inverno.</p>
<p>Le oltre 500 specie del genere <strong>Primula</strong> appartengono alla famiglia delle <strong><em>Primulacee</em></strong> e sono originarie delle zone montuose di Asia ed Europa, sebbene siano diffuse ormai in gran parte del globo, sia come piante da appartamento che come piante da esterno, a seconda della specie di appartenenza.</p>
<p>Sono caratterizzate da foglie radicali disposte per lo più a rosetta e da fioriture a ombrella o a spiga, che presentano le colorazioni più disparate, dal bianco al giallo, dal rosa al rosso, dal viola all&#8217;arancio.</p>
<p><span id="more-5068"></span></p>
<p>Per regalare il meglio della propria bellezza, la Primula deve essere esposta in <strong>posizione luminosa,</strong> ma non ai raggi diretti del sole, che ne rovinerebbero la splendida fioritura. La temperatura ideale dovrebbe aggirarsi intorno ai 10°C, mai comunque al di sotto dei 5°C per evitare che il freddo eccessivo rovini l&#8217;apparato radicale. Anche le alte temperature potrebbero danneggiare la bellezza del fiore, facendolo appassire prematuramente.</p>
<p><strong>Le innaffiature</strong> devono essere regolari e moderate nel periodo primaverile ed estivo, evitando che il terreno si asciughi completamente tra un&#8217;irrigazione e l&#8217;altra, ma avendo anche l&#8217;accortezza di non bagnare troppo le radici. Una volta alla settimana, poi, sarà opportuno fornire del<strong> fertilizzante liquido</strong> per fare in modo che la pianta prolunghi la fioritura.</p>
<p>Le varietà più apprezzabili dal punto di vista estetico sono la <em><strong>Primula malacoides, </strong></em>originaria della Cina e caratterizzata da fiori riuniti in ombrelle, che fanno la propria comparsa da dicembre fino ad aprile; la <a href="http://www.pollicegreen.com/primule-obconiche/3688/"><strong><em>Primula obconica</em></strong></a>, della quale vi abbiamo diffusamente parlato in un precedente capitolo; la <em><strong>Primula vulgaris</strong></em>, reperibile facilmente nei boschi e tra i prati in questo periodo dell&#8217;anno e caratterizzata da fioriture gialle e da foglie di colore verde brillante; la <em><strong>Primula sinensis</strong></em>, dal colore rosa o rosso con il centro giallo scuro. Scegliete la vostra Primula e regalate un tocco di colore al vostro giardino.</p>
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		<title>Il luppolo, la pianta dai mille usi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fitoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[luppolo]]></category>
		<category><![CDATA[piante aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[usi del luppolo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il luppolo (Humulus lupulus) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Cannabaceae, che può raggiungere anche i sette metri di altezza; le foglie di questa pianta sono cuoriformi e picciolate, con la parte superiore ruvida e quella inferiore resinosa. È una specie dioica e quindi i fiori sono presenti su individui separati; i fiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5058" title="luppolo" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/luppolo.jpg" alt="luppolo" width="448" height="336" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>luppolo</strong> (<em>Humulus lupulus)</em> è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle <em>Cannabaceae</em>, che può raggiungere anche i sette metri di altezza; le foglie di questa pianta sono cuoriformi e picciolate, con la parte superiore ruvida e quella inferiore resinosa. È una specie dioica e quindi i fiori sono presenti su individui separati; i fiori maschili sono riuniti in pannocchie, mentre quelli femminili presentano un cono membranoso; entrambi sono di colore verde e la fioritura avviene in estate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>luppolo</em> ama gli ambienti freschi e terreni fertili, non a caso cresce spontaneamente vicino ai corsi d’acqua, lungo le siepe e ai margini dei boschi; viene usato soprattutto per la <strong>produzione della birra</strong> o, meglio, <strong>per</strong> <strong>conferire alla bevanda quel caratteristico sapore amaro</strong>; prima del <em>luppolo</em> venivano usate altre spezie, ma questa pianta è migliore perché funge anche da <strong>conservante naturale</strong> in quando possiede proprietà antibatteriche; inoltre, il <em>luppolo</em> aiuta anche nella tenuta della schiuma e a coagulare le proteine in sospensione nella birra rendendola più limpida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>luppolo</em>, e in particolare le sue infiorescenze femminili, vengono usate anche in <strong>fitoterapia</strong>, in quanto possiede proprietà sedative ed è un ottimo equilibratore nervoso, infatti  è utile per combattere l’insonnia e gli stati di eccitabilità legati al nervosismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5052"></span>Grazie alle proprietà aromatiche e al sapore amaro, viene usato anche per stimolare l’appetito, per tonificare lo stomaco e risvegliare le sue funzioni. Il <em>luppolo</em> può essere usato anche come anafrodisiaco nell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>luppolo</em> può essere adoprato anche come diuretico, mettendo a punto una preparazione ottenuta dall’infusione di 5 grammi di fiori in una tazza di acqua fredda per circa 2 ore e filtrando il composto ottenuto. Il <em>luppolo</em> raccolto in <a href="http://www.pollicegreen.com/?s=primavera">primavera</a> può essere usato anche in cucina proponendolo come verdura cotta dopo averlo fatto bollire per circa 10 minuti, o aggiungendolo alle uova per insaporire la frittata.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Philadelphus, il fiore degli angeli</title>
		<link>http://www.pollicegreen.com/philadelphus-fiore-degli-angeli/5039/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[concimazione]]></category>
		<category><![CDATA[potatura]]></category>
		<category><![CDATA[Siepi]]></category>

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II nome scientifico di queste piante deriva dal greco philadelphon che significa letteral­mente « che sente l&#8217;amore fraterno ». La scelta di tale nome non è ben chiara e la unica possibile spiegazione potrebbe risie­dere nell&#8217;intenso profumo di queste piante, profumo che potrebbe simboleggiare, ap­punto, la profondità dell&#8217;affetto fraterno. I Philadelphus vengono chiamati anche « [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5046" title="philadelphus_fiore degli angeli" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/philadelphus_delavayi.jpg" alt="philadelphus_fiore degli angeli" width="450" height="338" /></p>
<p>II nome scientifico di queste piante deriva dal greco <em>philadelphon</em> che significa letteral­mente « <em>che sente l&#8217;amore fratern</em>o ». La scelta di tale nome non è ben chiara e la unica possibile spiegazione potrebbe risie­dere nell&#8217;intenso profumo di queste piante, profumo che potrebbe simboleggiare, ap­punto, la profondità dell&#8217;affetto fraterno. I<strong> Philadelphus</strong> vengono chiamati anche « <em>fio­re del Paradiso </em>», «<em> filadelfo</em> » e « <em>pianta de­gli zufoli</em> » o « <em>siringa</em> ».</p>
<blockquote><p><em>Dai rami di questi arbusti si ricavavano un tempo fi­schietti e zufoli dalla particolare sonorità</em>.</p></blockquote>
<p>II «<strong><em> fiore degli angeli </em></strong>» si presta alla forma­zione di dense e fitte <a href="http://www.pollicegreen.com/le-siepi-utilita-ed-arte-per-il-nostro-giardino/1865/">siepi</a>, alla creazione di macchie arbustive oppure serve come esemplare isolato. La molteplicità dell&#8217;impie­go viene sottolineata anche dalla possibilità di <a href="http://www.pollicegreen.com/potatura-attrezzi/4328/">potare</a> questi arbusti anche in modo dra­stico, mantenendoli in « forma » compatta; in tal modo, si ottengono<em> siepi</em> di eccezio­nale robustezza, praticamente impenetrabili.</p>
<p><span id="more-5039"></span></p>
<p>Coltivare i <em>fiori degli angeli</em> è molto facile. Infatti questi arbusti sono considerati tra i più rustici tra quanti ne vengono coltivati normalmente in <a href="http://www.pollicegreen.com/realizzare-giardino-scegliere-piante/4309/">giardino</a>. Importante è te­ner presente che esigono di essere <a href="http://www.pollicegreen.com/potatura-attrezzi/4328/">potati</a> subito dopo la fioritura (e abbastanza ener­gicamente) per provocare un&#8217;abbondante fio­ritura per l&#8217;anno successivo. Le<em> annaffiature</em> non devono essere eccessive, tuttavia è bene ricordare che le piante sot­toposte a troppa siccità emettono fogliame poco rigoglioso, fioriscono stentatamente e le loro corolle appassiscono molto rapida­mente.</p>
<p>In genere, è opportuno annaffiare gli arbusti una volta alla settimana, nella dose di due secchi d&#8217;acqua per ogni esemplare. La <a href="http://www.pollicegreen.com/rinvaso-concimazione/4181/">concimazione</a> può anche essere limitata alla sola somministrazione annuale di conci­me organico in polvere. È però utile comple­tare la nutrizione con concimazioni prima­verili ed estive, a base di fertilizzante mine­rale solubile, da aggiungere ogni mese alla acqua delle annaffiature</p>
<p>Questi arbusti, per la facilità con cui vengo­no coltivati, sono molto diffusi in tutti i giardini. Le specie più conosciute sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><strong><em>P. coronarius</em></strong>, è presente nel nostro Paese allo stato spontaneo; può raggiungere l&#8217;al­tezza di 4 m, fiorisce in maggio-giugno in bianco, anche con fiori doppi, profumatissimi; ne esistono moltissimi ibridi e varietà, anche con foglie variegate di bianco o do­rate, con corolle macchiate di porpora o con petali frangiati.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>P. argyrocalyx</strong></em>, non supera i 3 m, fiorisce in luglio, con corolle grandi, bianche, non mol­to profumate, con il calice ricoperto di pe­luria argentea.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>P. mlcrophyllus,</em></strong> poco più alto di 1 m, forma cespugli compatti ed eleganti; fiorisce in giugno con corolle bianche, molto profuma­te.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>P. inodorus</em></strong>, è di sviluppo piuttosto limitato; i fiori sono bianco candido, con petali ro­tondi, privi di profumo; fiorisce in modo meno appariscente di altre specie ma è con­siderata una delle più belle.</li>
</ul>
<ul>
<li> <em><strong>P. pubescens</strong></em>, è consigliabile per grandi <em>giar­dini</em> poiché la sua altezza può raggiungere anche i 6 m; fiorisce in giugno abbondante­mente, ma le corolle sono poco profumate, di color bianco crema.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>P. hirsutus</em></strong>, presenta rami pendenti, rico­perti da peluria rossastra; non supera i 2 m; le sue foglie diventano rosse in autunno;</li>
</ul>
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		<title>Fioriture di marzo, i giacinti</title>
		<link>http://www.pollicegreen.com/giacinto-fiore/5026/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marion</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[giacinti]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto orientale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il giacinto è una pianta bulbosa appartenente alla famiglia delle Liliaceae originaria di Europa e Asia. Già dai primi giorni di marzo produce fiori vistosi e profumati raccolti in racemi lunghi anche 15 cm; i singoli fiori hanno forma tubolare con apertura a stella e si presentano, nella specie più diffusa, che è il Hyacinthus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5035" title="giacinto cure" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/giacinto-cure.jpg" alt="giacinto cure" width="425" height="375" /></p>
<p>Il <strong>giacinto</strong> è una <a href="http://www.pollicegreen.com/piante-bulbose/53/"><strong>pianta bulbosa</strong></a> appartenente alla famiglia delle <em>Liliaceae</em> originaria di Europa e Asia. Già dai primi giorni di marzo produce fiori vistosi e profumati raccolti in racemi lunghi anche 15 cm; i singoli fiori hanno forma tubolare con apertura a stella e si presentano, nella specie più diffusa, che è il <em>Hyacinthus orientalis</em>, di colore rosso, bianco, rosa, salmone, arancione, lilla e di diverse tonalità di azzurro. Le foglie basali, nastriformi e di un bel verde brillante, si dispongono sotto il fusto fiorifero.</p>
<p>I <strong>giacinti</strong> si prestano sia alla coltivazione in piena terra in giardino, per la formazione di <a href="http://www.pollicegreen.com/fiori-per-aiuole-e-bordure/4491/"><strong>aiuole e bordure</strong></a>, che in vaso, in balconi e terrazze o in appartamento. Quanto alle cure colturali, queste variano leggermente proprio in funzione del tipo di coltivazione: se coltivati in vaso infatti i <em>giacinti</em> andranno posizionati in luogo più luminoso possibile ma non al sole diretto, mentre in esterno si possono coltivare anche in pieno sole. Se coltivati in esterno inoltre non hanno particolari esigenze di terreno, mentre, in vaso andrà utilizzato un composto con prevalenza di torba.</p>
<p><span id="more-5026"></span>Le <em>innaffiature</em> dovranno essere abbondanti in estate per poi essere diradate gradualmente in inverno; in ogni caso è fondamentale evitare i ristagni d&#8217;acqua per proteggere la pianta dall&#8217;insorgenza di malattie fungine. Per quanto riguarda la moltiplicazione, per consentire la formazione dei bulbilli, che successivamente potranno essere utilizzati per creare altri esemplari, i bulbi devono essere lasciati nel terreno molto a lungo. Quindi i nuovi <a href="http://www.pollicegreen.com/bulbi/61/">bulbi</a> così ottenuti, vanno piantati in autunno, lasciando il <strong>bulbo</strong> affiorare per circa 1 cm dal terreno. E&#8217; consigliabile in questa fase piantumare i bulbi in cassettae mantenerli al buio, quindi spostarli in pieno sole solo una volta che siano comparsi i primi germogli.</p>
<p>Alla <strong>potatura</strong> si procede a fioritura terminata; questa operazione consiste semplicemente nell&#8217;eliminare fiori e foglie appassite.</p>
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		<title>Piante grasse: la Faucaria</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante speciali (orchidee, bonsai, medicinali, grasse)]]></category>
		<category><![CDATA[Aizoacee]]></category>
		<category><![CDATA[Faucaria]]></category>
		<category><![CDATA[piante grasse]]></category>

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Al genere Faucaria appartengono una trentina di piante succulente, alcune delle quali difficilmente reperibili nei vivai. La famiglia di appartenenza è quella delle Aizoacee, mentre l&#8217;area di origine si può individuare nell&#8217;Africa meridionale, sebbene al giorno d&#8217;oggi siano piante abbastanza diffuse in tutto il Globo.
La Faucaria è caratterizzata da foglie carnose con margini appuntiti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5032" title="faucaria" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/faucaria.jpg" alt="faucaria" width="450" height="361" /></p>
<p>Al genere <strong>Faucaria</strong> appartengono una trentina di piante succulente, alcune delle quali difficilmente reperibili nei vivai. La famiglia di appartenenza è quella delle <strong><em>Aizoacee,</em></strong> mentre l&#8217;area di origine si può individuare nell&#8217;Africa meridionale, sebbene al giorno d&#8217;oggi siano piante abbastanza diffuse in tutto il Globo.</p>
<p>La Faucaria è caratterizzata da<strong> foglie carnose</strong> con margini appuntiti e dentellati. Generalmente le foglie sono di colore grigio-verde, ma possono anche presentare una puntinatura bianca o comunque molto chiara. Se lasciata crescere in ambiente poco illuminato, tende ad allungarsi, mentre se coltivata in presenza di molta luce, la<strong> Faucaria</strong> crescerà <strong>a forma di rosetta,</strong> regalando un ottimo spettacolo per la vista.</p>
<p>La maggior parte delle specie in primavera o in estate si arricchisce di<strong> splendide fioriture gialle, </strong>simili a quelle dei crisantemi, che poi restano in bella mostra per diversi giorni prima di appassire.</p>
<p><span id="more-5031"></span></p>
<p>Per coltivarla al meglio e sperare che ci regali tutto il suo fascino, occorre posizionarla<strong> in una zona luminosa</strong> della casa, evitando però il contatto diretto con i raggi del sole. A seconda della specie, può anche sopportare le gelate invernali, ma non per un lungo periodo di tempo. Il consiglio è dunque quello di porla all&#8217;esterno delle mura domestiche nel periodo più caldo dell&#8217;anno, per poi riportarla in casa ai primi freddi autunnali.</p>
<p><strong>Le irrigazioni </strong>devono essere regolari nel periodo estivo, facendo in modo che il terreno non si asciughi completamente tra un&#8217;innaffiatura e l&#8217;altra. In inverno, invece, la <strong>Faucaria</strong> riesce a provvedere autonomamente ai propri bisogni idrici, chiedendo di essere bagnata solo in presenza di clima particolarmente secco. La concimazione va effettuata nel periodo vegetativo, aggiungendo del <strong>fertilizzane liquido </strong>per piante grasse all&#8217;acqua delle innaffiature ogni 15-20 giorni.</p>
<p><strong>La propagazione</strong> avviene per semina nel periodo primaverile o per <a href="http://www.pollicegreen.com/tecniche-di-propagazione-talea/858/">talea</a> di germoglio in autunno, lasciando asciugare il frammento da piantare ed interrandolo poi in luogo caldo e asciutto.</p>
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		<title>Alloro, leggende e curiosità</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marion</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[alloro]]></category>
		<category><![CDATA[erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[erbe medicinali]]></category>

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Secondo il mito, la pianta di alloro fece la propria comparsa sulla terra a causa di un amore non corrisposto: si narra infatti che Apollo, il dio greco del sole, amasse alla follia la bellissima Dafne; un giorno quindi, scorta la fanciulla lungo le pendici del monte Parnaso, cercò di attirarla a sè. Questa però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5023" title="alloro curiosità" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/alloro-curiosità.jpg" alt="alloro curiosità" width="450" height="338" /></p>
<p>Secondo il mito, la <strong>pianta di alloro</strong> fece la propria comparsa sulla terra a causa di un amore non corrisposto: si narra infatti che <strong>Apollo</strong>, il<strong> dio greco del sole</strong>, amasse alla follia la bellissima <a href="http://www.pollicegreen.com/dafne/891/"><strong>Dafne</strong></a>; un giorno quindi, scorta la fanciulla lungo le pendici del monte Parnaso, cercò di attirarla a sè. Questa però vedendolo arrivare si diede alla fuga e fu inseguita; fu proprio nel momento in cui il dio stava per raggiungerla che <em>Dafne</em> invocò l&#8217;aiuto di Gea (la dea della terra) che la trasformò in un <strong>albero di alloro</strong>, pianta che da allora divenne sacra proprio ad Apollo e le cui fronde vennero usate per incoronare le teste dei poeti, degli eroi, dei vincitori. Usanza che si è mantenuta in gran parte anche ai giorni nostri.</p>
<p>L’<em>alloro</em> è un albero sempreverde che cresce anche spontaneo; appartiene alla famiglia botanica delle <em>Lauracee</em> e può raggiungere altezze comprese fra 2 e 8 metri. E&#8217; dotato di foglie lanceolate, coriacee, che si possono raccogliere durante tutto l’anno, e di piccoli fiori di colore bianco o giallastro che fanno la propria comparsa tra marzo e aprile. Tra ottobre e novembre, fanno la propria comparsa sugli alberi femmina i frutti, piccole drupe di colore scuro simili a olive.</p>
<p><span id="more-5021"></span></p>
<p>Oltre a trovare posto in giardino come <strong>pianta ornamentale</strong> grazie al suo portamento eretto e maestoso, nonostante le dimensioni non siano troppo grandi, l&#8217;<em>alloro</em> è ampiamente usato in cucina come <a href="http://www.pollicegreen.com/alloro/4026/">erba aromatica</a>; le sue foglie vengono infatti usate per insaporire, e allo stesso tempo decorare, piatti a base di carne e pesce. Ma non solo: l&#8217;infuso di foglie di alloro è una delle ricette più antiche e collaudate della medicina popolare; vi si ricorre infatti contro, l&#8217;insonnia, i dolori mestruali, le difficoltà digestive e i gonfiori di stomaco. Le bacche possono essere usate invece per un <strong>pediluvio contro la sudorazione eccessiva dei piedi</strong> (più avanti la ricetta) e trovano impiego nella produzione del tipico liquore emiliano che prende il nome di <strong>laurino</strong>.</p>
<p>Secondo alcune leggende popolari inoltre piantare un&#8217;albero di alloro vicino alla porta di ingresso protegge la casa dai fulmini; la leggenda affonda forse le radici nel mito secondo il quale Zeus, per rispetto di Dafne, volle che l&#8217;<em>alloro</em> fosse preservata dalle forze della natura.</p>
<p><strong><em>Rimedio alle bacche di alloro per mani e piedi sudati</em></strong></p>
<p>Fate bollire per mezz’ora 40 g di drupe di alloro in un litro d’acqua. Lasciare intiepidire, schiacciare le bacche e filtrare.</p>
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		<title>Alberi monumentali: il Faggio, le specie più belle e le malattie che lo colpiscono</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[News verdi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi monumentali]]></category>
		<category><![CDATA[faggio]]></category>
		<category><![CDATA[piante monumentali]]></category>

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Ecco le malattie che più di frequente colpi­scono i faggi:

 mal  del colletto: colpisce le piantine giovani e si manifesta nei mesi  estivi con una diffusa clorosi (mancanza di ferro) delle foglie,  alla quale fa seguito il completo disseccamento della pianta. Si  combatte estir­pando e distruggendo gli esemplari colpiti;


marciume radicale: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5006" title="faggio" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/fagg2.jpg" alt="faggio" width="450" height="536" /></p>
<p>Ecco le <a href="http://www.pollicegreen.com/parassiti-piante/4870/">malattie</a> che più di frequente colpi­scono i <a href="http://www.pollicegreen.com/faggio/4994/"><strong>faggi</strong></a>:</p>
<ul>
<li> <strong>mal  del colletto</strong>: colpisce le piantine giovani e si manifesta nei mesi  estivi con una diffusa <em>clorosi</em> (mancanza di ferro) delle foglie,  alla quale fa seguito il completo disseccamento della pianta. Si  combatte estir­pando e distruggendo gli esemplari colpiti;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>marciume radicale</strong>: si manifesta general­mente in esemplari  coltivati in terreni umidi e compatti. La malattia attacca le radici,  che si ricoprono di uno strato più o meno spesso di muffa, con  conseguente ingiallimento del­la chioma, caduta prematura delle foglie,  disseccamento dei rami. Occorre intervenire ai primi sintomi  distruggendo le piante colpite se sono ancora in giovane età, e  spargendo sul terreno solfato di ferro, nella dose di mezzo kg per metro  quadro. Se invece l&#8217;albero è ormai molto sviluppato si  può cercare di  guarirlo somministrando ogni settimana un secchio d&#8217;acqua in cui siano  stati sciolti 10 g di sol­fato di ferro ogni litro;</li>
</ul>
<p><span id="more-4999"></span></p>
<ul>
<li><strong>mal  del rotondo</strong>: infezione che attacca il legno della pianta e consiste  in placche bru­no scuro a bordi biancastri che appaiono sul tronco e  sulle radici. Si cura mettendo a nudo le radici colpite e, se è  possibile, eli­minando le parti più intaccate. Il fusto e le radici che  non  possono essere tagliati deb­bono essere lavati ripetutamente con  una soluzione d&#8217;acqua e solfato di  ferro  (gr 10 per litro d&#8217;acqua). È  anche opportuno inter­venire con annaffiature quindicinali, sempre a  base di solfato di ferro, nelle dosi di un secchio d&#8217;acqua con  l&#8217;aggiunta di 4 gr di solfato di ferro per ogni litro d&#8217;acqua.</li>
</ul>
<p>Le specie più belle:</p>
<p><strong><em>F. selvatica </em>o</strong> «faggio comune»,  con foglie di color verde vivo, lucenti, può essere alto anche 30-40 m  con fusto del diametro di 2 m. Di questa specie esistono numerose e  interessanti varietà, fra cui alcune adatte alla decorazione del <a href="http://www.pollicegreen.com/realizzare-giardino-scegliere-piante/4309/"> giardino</a>, come la notissima <em>purpurea, </em>a foglie rosso chiaro in  primavera e bellissime tonalità autunnali;</p>
<p><strong><em>F. </em></strong><em><strong>purpurea pendula</strong> </em>a rami ricadenti. <em> </em></p>
<p><em><strong>F. grandifolia</strong> </em>o «faggio  americano», alta sino a 24 m, ha foglie ovali. <em> </em></p>
<p><em><strong>F.  japonica</strong> o</em> «faggio giapponese», alta cir­ca 20 m, ha foglie ovali o  ovali arrotondate color verde sfumato in azzurro. <em> </em></p>
<p><em><strong>F.  orientalis</strong>, </em>alta circa 30 m, con chioma pi­ramidale, ha foglie  ovali arrotondate.</p>
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		<title>Alberi monumentali: il Faggio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Piante da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi monumentali]]></category>
		<category><![CDATA[faggio]]></category>
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		<description><![CDATA[
II nome scientifico Fagus ha un&#8217;origine molto incerta; alcuni botanici ritengono che il no­me derivi dal greco phagò, ossia , con il significato di «albero di cui si può mangiare il frutto». Altri studiosi, invece, affermano che il vocabolo fagus provenga dal greco phag ossia dispensare, il che da­rebbe alle piante di cui ci stiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5004" title="faggio" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/03/faggio1.jpg" alt="faggio" width="450" height="406" /></p>
<p>II nome scientifico<em> Fagus</em> ha un&#8217;origine molto incerta; alcuni botanici ritengono che il no­me derivi dal greco<em> phagò</em>, ossia , con il significato di «<em>albero di cui si può mangiare il frutto</em>». Altri studiosi, invece, affermano che il vocabolo<em> fagus</em> provenga dal greco<em> phag</em> ossia <em>dispensare</em>, il che da­rebbe alle piante di cui ci stiamo occupando il significato di «<em>albero dispensatore di ci­bo</em>».</p>
<p>È opportuno ricordare che i frutti dei <strong>faggi</strong>, detti «<em>faggiole</em>», costituiscono un<em> prezioso alimento per il bestiame</em> e, in qualche re­gione, essi vengono utilizzati anche a scopo commestibile previo opportuno trattamento che ha per base la tostatura.</p>
<p>Data la mole, questi stupendi esemplari arborei non possono essere impiegati che nei<a href="http://www.pollicegreen.com/realizzare-giardino-scegliere-piante/4309/"> giardini </a>piuttosto vasti, in spazi aperti, battuti dal sole o, comunque, ricchi di aria e di luce. Particolarmente interessante l&#8217;im­piego e l&#8217;accorta disposizione dei<strong> faggi a fogliame colorato</strong> che soprattutto in autunno assumono sfumature di eccezionale bellezza.</p>
<p><span id="more-4994"></span></p>
<p>Trattandosi di alberi di grande mole è evi­dente che le maggiori cure si limitano al primo periodo dopo l&#8217;impianto, quando le radici non sono ancora ben affrancate e si può temere che il vento, durante l&#8217;inverno, possa smuovere la pianta addirittura sradi­candola o comunque pregiudicandone l&#8217;at­tecchimento. Quindi, dopo aver piantato il <em>faggio</em>, è necessario premere bene la terra attorno al ceppo, annaffiare e tornare a premere il suolo per essere certi che non rimangano «vuoti» fra il terriccio e le radici. In seguito, per tutti i mesi estivi che seguono la messa a dimora del <em>faggio</em>, è opportuno annaffiare ogni settimana somministrando due o tre secchi d&#8217;acqua per volta. Ogni mese è bene unire all&#8217;acqua un concime ric­co di azoto, mentre al momento dell&#8217;impian­to si deve mescolare alla terra una buona dose di  letame.</p>
<p>I <em>faggi</em>, malgrado la loro mole imponente, vengono spesso attaccati da <a href="http://www.pollicegreen.com/parassiti-piante/4870/">malattie </a>che debbono essere combattute con la massima tempestività, impiegando i prodotti adatti.</p>
<p>Delle malattie più frequenti che attaccano questi stupendi alberi, avremo modo di parlarne nel prossomo articolo.</p>
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