Prugne e Susine, per un giardino “da mangiare”

Prugne e Susine, vengono spesso confuse tra loro, ma provengono da due alberi differenti. Le prime sono prodotte da varietà europee, le seconde da quelle orientali. Per avere un buon raccolto, basta una sola pianta.
Se volete coltivare, senza troppi problemi, una pianta da frutto, scegliete il susino europeo (Prunus domestica) adatto anche a terreni poveri e alle zone fredde o di montagna, dato che fruttifica senza problemi fino a 1000-1500 metri d’altitudine e resiste alle gelate primaverili.
Per avere un buon raccolto, basta una pianta sola, vi dicevo prima, in quanto quasi tutte le varietà sono autofertili (si “autoimpollinano” e fruttificano senza bisogno di altri esemplari).
Il susino europeo è una specie longeva: un esemplare può rimanere produttivo per 20-30 anni.
Il susino cìno-giapponese, invece, è meno facile da coltivare: la fioritura è molto più precoce ed è quindi minacciata dalle brinate tardive.
Quasi tutte le varietà, poi, sono autosterili. Necessitano perciò di un’impollinazione incrociata. Per assicarare un’efficace fecondazione è indispensabile coltivare più esemplari di varietà diverse.
Tornando al susino europeo, esso è un albero di medie dimensioni:
a seconda della varietà, la sua altezza va da 3-4 metri fino a 6-8 metri. In primavera si caratterizza per l’abbondante fioritura di colore bianco. I frutti maturano in estate e possono essere raccolti in un lungo arco di tempo, anche fino a settembre. Si consumano freschi o cotti, e sono ottimi conservati sotto forma di confettura, sciroppati ed essiccati.
Tra prugna e susina non esistono grosse differenze dal punto di vista del gusto e del sapore. Entrambe aiutano a caricarsi di energia e a recuperare liquidi e sali minerali. Sono anche un alimento indicato per gli sportivi, per chi soffre di debolezza e spossatezza legata ai primi caldi: contengono infatti una buona dose di potassio, magnesio, fosforo. Infine stimolano la secrezione della bile e l’eliminazione dell’acido urico e delle tossine.
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