Salsapariglia, ornamentale e officinale

di Marion Commenta

La leggendaria salsapariglia appartiene al genere Smilax (Famiglia delle Liliaceae), che comprende circa 300 specie rampicanti e arbustive. Salsapariglia è il nome comune della Smilex aspera una pianta con portamento rampicante caratterizzata da fusti sottili e molto spinosi e foglie, spinose anch’esse, dal margine dentato. A questo deve il nome comune di strazzacausi (straccia calzoni).

I fiori fanno la propria comparsa da Agosto ad Ottobre: sono molto profumati ma poco vistosi, di colore verdastro o giallognolo, e crescono riuniti in ombrella. In Italia è piuttosto diffusa nel centro sud e nelle isole mentre è piuttosto rara al nord. I frutti maturano in autunno; si tratta di piccole bacche rosse riunite in grappoli delle quali gli uccelli vanno molto ghiotti.

La salsapariglia cresce spontanea nei boschi di Leccio e nelle macchie ma, volendo si può tentare la coltivazione in giardino. D’altra parte è una pianta facile da coltivare, data la sua natura rustica, e non richiede nè irrigazioni, nè concimazioni. Unici accorgimenti: utilizzate terriccio di bosco ben drenato e scegliete una esposizione luminosa.

La salsapariglia trova largo impiego in erboristeria in virtù dei principi attivi contenuti nelle radici: salsasaponina, smilacina e acido salsapinico, sostanze che conferiscono alla radice di salsapariglia effetti sudoripari e depurativi. Per questo motivo viene usata per la preparazione di infusi e decotti per la cura dell’influenza e dei reumatismi.

In alcune zone del Salento i germogli di salsapariglia vengono usati in cucina per la preparazione di gustose frittate e insalata.

Al genere Smilax appartengono anche:

Smilax china: Originaria di Cina, Giappone e Corea.

Smilax ornata (o regelii): proveniente dal sud America e introdotta in Europa dagli spagnoli nel sedicesimo secolo molto utilizzata a scopi ornamentali.

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