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  • 19
  • gen
  • 2010

La Scarpetta di Venere

scarpetta di venere

Tra le Orchidee di maggior interesse dal punto di vista estetico, merita particolare attenzione la cosiddetta Scarpetta di Venere, conosciuta in alcune zone d’Italia anche come Pianella della Madonna.

I nomi comuni derivano in realtà dal greco Cupris (soprannome attribuito a Venere, divenuto per estensione un complimento verso una bella donna) e Pedion (calzatura in generale) il che ci porta direttamente verso il nome scientifico della pianta, ovvero Cypripedium.

Alcuni esemplari di questa magnifica pianta si possono reperire sull’Appennino o sulle Alpi, sebbene la raccolta indiscriminata da parte degli escursionisti l’abbia trasformata in una specie rara e protetta. Ma non è necessario recarsi sui prati di montagna e violare la legge per poter godere della bellezza della Scarpetta di Venere, visto che è possibile coltivarla tranquillamente nel proprio giardino, attenendosi a delle regole ben precise.

Cominciamo col dire che non tutte le varietà richiedono le stesse cure, in quanto ne esistono alcune resistenti ad ogni tipo di temperatura (coltivabili quindi in casa o all’aperto) ed altre che desiderano un ambiente mite per poter crescere e proliferare (da coltivare quindi all’interno di un appartamento o in serra).

Generalizzando, si può dire che le specie da giardino esigono un’espozione in mezz’ombra, mentre quelle fatte crescere in casa pretendono una buona dose di luce giornaliera. In ogni caso si consiglia la collocazione in un terreno umido e ben drenato e l’innaffiatura secondo le necessità della specie (meglio seguire le indicazioni del vivaista di fiducia).

Molto importante è poi la concimazione da effettuarsi nel momento della messa a dimora e successivamente nei mesi estivi, sempre utilizzando del fertizzante liquido da aggiungere all’acqua delle innaffiature. Per il rinvaso, invece, è necessario attendere la primavera, magari operando ad anni alterni. Infine la potatura deve essere effettuata eliminando le parti secche o danneggiate della pianticella, in modo che possa mostrarsi sempre al meglio della sua bellezza.

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