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  • 17
  • ott
  • 2009

La tritonia, banderuola segnavento

Tritonia

La storia del nome di queste piante è abbastanza curiosa; infatti, un tempo esse venivano attribuite al genere Montbretia, che ricordava il botanico francese Ernest Conquebert de Mombret, mentre più tardi vennero ascritte al genere Tritonia, che deriva dal greco triton ossia «banderuola segnavento». Lo strano nome è stato scelto perché gli stami delle corolle delle monbrezie o tritonie, sono disposti in modo diverso nelle varie specie, senza un’apparente ragione, proprio «come vuole il vento».

Nel simbolico linguaggio dei fiori le monbrezie significano «io ti assomiglio».

Le tritonie o monbrezie stanno assai bene nel bordo misto, sulle roccaglie, o in ciuffi isolati al margine del prato, soprattutto negli angoli dove fioriscono spontanei i crochi e i narcisi. Le belle infiorescenze della tritonia possono anche essere utilizzate come fiore reciso perché durano a lungo, soprattutto se si ha l’accortezza di raccogliere le spighe quando sono ancora abbastanza chiuse e solo le corolle poste sulla cima dell’infiorescenza cominciano a mostrare il colore dei petali.

I bulbi (che più esattamente dovrebbero chiamarsi cormi) si interrano verso febbraio o marzo, secondo le regioni, a circa 5 cm di profondità. La terra, concimata in precedenza con fertilizzante organico in polvere, deve conservare una certa umidità, senza essere troppo inzuppata. Le annaffiature, quindi, devono essere somministrate piuttosto di frequente (ogni due o tre giorni), ma in quantità controllata.

A partire da aprile e sino all’autunno, è bene nutrire le piante con annaffiature quindicinali a base di estratto di alghe. Anche le irrorazioni con acqua e stimolante ormonico contribuiscono a provocare un’abbondante fioritura. Queste irrorazioni si devono iniziare in aprile e continuare con ritmo settimanale sino all’apparizione dei primi boccioli.

Dopo la fioritura, le annaffiature vanno diradate e quindi sospese quando le foglie sono completamente ingiallite. Da questo momento, e sino alla fine dell’inverno, i bulbi delle monbrezie entrano in riposo; nelle regioni a clima mite i bulbi possono restare nella terra (sia in aiuola sia in vaso), mentre nelle zone a clima rigido vanno tolti dal terreno e riposti in luogo fresco in attesa di essere riutilizzati nella successiva primavera.

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