Roma: dalle stelle alle stalle Degrado e speranze della Capitale

di Redazione

È il 16 settembre 2021, e la notizia viene ripresa soltanto da due testate italiane: Roma è la città più sporca del mondo, seguita da New York e da Bangkok. A dirlo sono oltre 27mila cittadini di diversi centri urbani e continenti, in risposta a un sondaggio annuale della redazione newyorkese della rivista TimeOut (pubblicazione di riferimento per i viaggi e gli spostamenti dei cittadini statunitensi e britannici) che quest’anno ha aggiunto alle condizioni dei ristoranti e della vita notturna la situazione degli spazi verdi e della sostenibilità. Combinazione, l’articolo esce poche ore prima della nomina da parte del Governatore Zingaretti del Commissario per la gestione dei rifiuti, che toglie così il compito dalle mani dell’amministrazione Raggi.

Lo stesso giorno, l’Agenzia per il Controllo e la qualità dei Servizi pubblici locali di Roma (ACoS) pubblica le conclusioni di un’indagine realizzata tra la primavera e l’estate di quest’anno: una raccolta differenziata al 45% – più alta di Berlino (39%), Parigi (34%) e Londra (33%) – ma anche un servizio comunale ritenuto insufficiente, tanto da portare i cittadini romani intervistati a segnalare come prime due priorità l’aumento delle risorse e degli interventi di pulizia e il trasferimento del compito dal Comune ai Municipi. Soprattutto, bassa qualità della raccolta, tale da impedire il pieno riciclo, e carenza degli impianti.

Giusto per completare il quadro, tre giorni dopo l’AMA comunica la raccolta di 140 tonnellate di rifiuti ingombranti ed elettronici in una solta mattinata ed esclusivamente nei Municipi dispari, come parte del programma “Il tuo quartiere non è una discarica” da completare il 26 settembre con il primo Municipio, chiuso al traffico per la Maratona di Roma, e il 17 ottobre con la raccolta nei Municipi pari. In altre parole, interventi parziali e saltuari anche se organizzati, a fare da “tappabuchi” in attesa di una risposta strutturale – e che Roma sia una città sempre meno popolata, di sempre più anziani e sempre più persone sole, non in grado di caricare e trasportare rifiuti ingombranti ed elettronici verso i pochi e lontani punti di raccolta, rimane argomento ignorato.

Così, siamo andati a curiosare tra i programmi dei quattro principali candidati a Sindaco di Roma – trovando, in ordine, annunci costosi senza i costi, un piano industriale che richiederebbe molto tempo e il nulla “in allestimento”. Infine, un unico progetto che, al di là degli impianti da realizzare, tiene conto (piccolo dettaglio) dell’estensione di quasi 1290 km2 della Città e, quindi, di quanto siano importanti numero e vicinanza dei centri di raccolta: una riorganizzazione di prossimità, dunque, anche con la creazione dell’AMA di Municipio. Firmatario di quest’ultimo, Roberto Gualtieri.

Il degrado di Roma è tangibile: uno spettacolo indegno che – oltre alla bruttura – ogni giorno mette a rischio la salute delle persone che ci vivono, che ci lavorano o che viaggiano chilometri per conoscerla e ammirarla. Possiamo solo augurarci che le scelte di Ottobre mettano fine a tutto questo e che il miglior progetto possa risarcire i romani e restituire gli anni perduti.

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