
Il sedano (Apium graveolens), oltre ad essere molto utilizzato in cucina come ortaggio, è anche un’ottima erba aromatica; questa pianta cresce spontanea nel nostro Paese e si divide in due specie: quella dulce, che è anche quella più utilizzata e la rapaceum, conosciuta come sedano rapa, poco diffusa in Italia ma molto usata nel resto d’Europa.
Il sedano è un’ombrellifera biennale che si semina in autunno in semenzaio e si trapianta la primavera successiva nell’orto, in un terreno fertile e ben drenato; durante la coltivazione è opportuno effettuare la sarchiatura per mantenere il terreno libero dalle piante infestanti. Sia la varietà dulce che quella rapaceum fioriscono nei mesi giugno e luglio, producendo delle infiorescenze ad ombrello di colore bianco e verde e dei frutti al cui interno ci sono dei semi.
Una ventina di giorni prima di effettuare la raccolta del cespo si può praticare l’imbianchimento, per rendere le coste più morbide e saporite; l’operazione consiste nel raccogliere la terra intorno alla parte bassa dei cespi dopo averli legati, ponendoli in un luogo buio affinché diventino bianchi.
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Tra le piante tappezzanti più apprezzate dal punto di vista estetico, non possiamo non ricordare la Pellionia, appartenente alla famiglia delle Urticacee ed originaria della Birmania e della Malesia.
Si tratta di una pianta con fusti succulenti che variano colore a seconda della specie (dal rosa al rosso), con foglie piatte e lanceolate dalla colorazione particolare (un’alternanza di verde chiaro e scuro molto apprezzabile per la vista). Durante i mesi invernali, poi, il fogliame tende a divenire di colore violaceo, regalando uno spettacolo ancor più suggestivo.
Come detto è un’ottima tappezzante, particolarmente indicata dunque per decorare angoli morti del giardino e zone di difficile coltivazione come dirupi e scarpate. Non necessita di cure particolari, pur richiedendo dei piccoli accorgimenti utili a favorirne la crescita. Come ottenere il meglio dalla nostra pianta di Pellionia?
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Abbiamo visto come rendere più armonica la proporzione di un balcone troppo lungo rispetto alla sua larghezza. Rimangono ora da considerare quei balconi in cui lo spazio è ridotto veramente ai minimi termini (cosa abbastanza frequente nelle case moderne). Ebbene anche in questi casi è possibile trovare delle soluzioni:
se il balcone ha un parapetto in muratura abbastanza largo si può sistemare su di esso una fila di vasi o cassette di piante di natura ricadente come gerani, edera, petunie, plumbago, nasturzi (è opportuno far installare una serie di ganci o una ringhierina che corra lungo tutto il piano di appoggio per evitare il pericolo che qualche recipiente possa precipitare in strada). Al bordo interno del parapetto possono essere fissati dei reggivaso in metallo in cui collocare dei vasi ove siano state piantate le stesse specie che si trovano sul parapetto, ma con fiori di colore contrastante. Così il balconcino avrà un doppio bordo fiorito, e poiché quello interno non supera i 20-25 cm di altezza, non porta via molto spazio;
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Sotto il nome di tagete vanno circa 50 specie di piante fiorite, annuali o perenni, appartenenti alla vastissima famiglia botanica delle Asteraceae; noto anche con il nome comune di garofano indiano, il tagete è tra i fiori più diffusi in assoluto, sia per la coltivazione in vaso che per quella in aiuole e bordure, grazie alla sua facilità di coltivazione e alle calde tonalità dei suoi fiori che vanno dal giallo al rosso scuro e permettono di creare, in associazione con altre annuali, splendide macchie di colore.
I fiori fanno la propria comparsa in tarda primavera (verso Maggio-Giugno) e rimangono a far bella mostra di sè fino ad autunno inoltrato; si tratta capolini a petali doppi o singoli che ricordano i garofani o le margherite e crescono solitari su fusti lunghi e sottili adornati da foglie verde scuro, frastagliate che emanano un odore a dire il vero non troppo gradevole (caratteristica a cui il tagete deve il nome comune di “puzzola“). La pianta ha portamento cespuglioso e può raggiungere un’altezza compresa fra i 25 e gli 80 cm.
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La Portulaca, meglio conosciuta come Pianta di porcellana, è una splendida succulenta appartenente alla famiglia delle Portulacacee ed originaria dell’America meridionale, da dove poi ha trovato larga diffusione in tutte le zone a clima temperato.
Si tratta di una pianta a portamento eretto o prostrato a seconda della specie, con fusti carnosi dal colore rossastro, e foglie verde chiaro, ora cilindriche ora appiattite, che presentano un ciuffetto di peli alla base. I fiori possono assumere le più disparate colorazioni, regalando così al nostro giardino uno magnifico spettacolo nelle ore diurne (di notte la Portulaca tende a chiudersi su se stessa).
Successivamente alla fioritura, la pianta offrirà delle piccole capsule contenenti semi commestibili, che insieme a fusti e fiori rappresentano un ottimo ingrediente per le insalate.
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La rizottoniosi è una malattia causata da un micelio chiamato Rhizoctonia solani che colpisce sia le piante ornamentali che quelle da frutto; le sue “vittime” preferite sono le gerbere, i gerani, i ciclamini, i tulipani e molte altre specie.
La rizottoniosi è conosciuta anche come marciume del colletto, in quanto il principale sintomo di questa malattia è il deperimento del colletto della pianta e delle redici; per riconoscere questi sintomi basta osservare queste parti, che in caso di attacco da parte del micelio diventano di colore rossastro. La rizottoniosi porta al deperimento dell’esemplare colpito e al suo disseccamento; a volte questa malattia può colpire anche le foglie, che presentano chiazze scure e marciume.
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Esiste un balcone che si possa definire di misura ideale?
Evidentemente è difficile rispondere alla domanda, tanto più che in tal senso concorrono valutazioni di carattere esclusivamente personale. Comunque un balcone su cui poter coltivare un discreto numero di fiori senza dover faticare troppo potrebbe avere le dimensioni di 6 m per 1 m e mezzo. Spesso la realtà è però ben diversa e lo spazio destinato ai fiori si riduce a una lista di cemento lunga 5-6 m e larga a malapena 70-80 cm: si tratta quindi di un balcone lungo e stretto, senz’altro non facile da decorare.
Tuttavia, con un accorto gioco di masse chiare e scure, con la scelta di recipienti adatti, è possibile ottenere qualche buon risultato sul piano decorativo.
Vediamo, in pratica, quali accorgimenti si possono adottare:
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La Vriesia o Vriesea è una splendida pianta appartenente alla famiglia delle Bromeliacee ed originaria dell’America centrale e meridionale, parecchio diffusa alle nostre latitudini, dove viene coltivata per lo più all’interno delle pareti domestiche.
La bellezza della pianta sta sia nel fogliame lucido con un meraviglioso effetto chiaro-scuro, sia nella fioritura dalla forma di spada che può assumere colorazioni diverse a seconda della specie. La Vriesia cresce molto lentamente, rallegrando per un lungo periodo di tempo la nostra casa, ma generalmente tende a “spegnersi” dopo la fioritura, lasciando alla base solo qualche germoglio dal quale si producono nuove pianticelle.
In ogni caso, vale la pena adottarla come amica, poiché regalerà uno spettacolo di rara bellezza per tutto l’arco dell’anno, sempre ammesso che venga coltivata nella maniera corretta. Come?
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