Focus sulla Strategia Integrata Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico in Lombardia

La Regione Lombardia ha ufficialmente varato la Strategia Integrata Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (SIRACC), un piano ambizioso che segna un primato nazionale. Presentata a Palazzo Lombardia dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, con il supporto istituzionale del ministro Gilberto Pichetto Fratin, la strategia si compone di 87 azioni concrete volte a proteggere il territorio dalle sfide ambientali del prossimo decennio.

riscaldamento globale
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I dettagli sulla Strategia Integrata Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (SIRACC) in Lombardia

Il piano non nasce nel vuoto, ma rappresenta il braccio operativo della recente Legge regionale per il Clima (l.r. 11/2025). L’obiettivo primario è duplice: da un lato, aumentare la resilienza del sistema lombardo; dall’altro, ridurre drasticamente la vulnerabilità di cittadini, tessuto produttivo e infrastrutture critiche. La Lombardia si pone così come “laboratorio” per l’intero Paese, cercando di anticipare fenomeni che stanno già trasformando l’economia e la quotidianità.

La SIRACC articola i suoi interventi su cinque macro-aree prioritarie, considerate i nervi scoperti del territorio di fronte al riscaldamento globale come gli insediamenti umani e sicurezza, le infrastrutture, gli ecosistemi e le foreste, l’agricoltura ed infine la salute pubblica. In primis quindi si agirà per la protezione dei centri abitati dagli eventi meteorologici estremi.

Si punterà poi su un adeguamento delle reti di trasporto e dei servizi essenziali, sulla gestione del patrimonio boschivo per prevenire incendi e dissesti sull’ottimizzazione delle risorse idriche per garantire la continuità produttiva ed infine sul monitoraggio dei rischi legati alle ondate di calore e alle nuove patologie. Tra i punti più innovativi emerge la gestione smart delle risorse idriche.

In caso di siccità, il piano prevede protocolli per la regolazione dei livelli dei laghi, bilanciando le necessità agricole con quelle ambientali. In ambito urbano, la parola d’ordine è de-impermeabilizzazione: ridurre il cemento per favorire il drenaggio naturale e mitigare le “isole di calore“. Sul fronte sanitario, l’attenzione è massima per le malattie trasmesse da vettori, come il virus West Nile, la cui diffusione è favorita dall’innalzamento delle temperature medie.

Parallelamente, il piano introduce tutele per i lavoratori, ipotizzando limitazioni alle attività outdoor durante i picchi di calore estremo. Come sottolineato dall’assessore Maione, la lotta al cambiamento climatico non è una politica di settore, ma una “visione trasversale” che deve permeare ogni scelta pubblica.

Il sostegno del Governo, espresso dal ministro Pichetto Fratin, conferma la centralità della Pianura Padana come motore economico nazionale: metterla in sicurezza significa garantire la tenuta dell’intero sistema Paese. Grazie alla collaborazione scientifica della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, la Regione trasforma i dati in operatività, tracciando la rotta per uno sviluppo che non può più prescindere dalla sostenibilità ambientale.

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