Solidago, la Verga d’oro

di Redazione

Per regalare un tocco di giallo al nostro giardino, può essere utile la coltivazione della cosiddetta Verga d’oro, conosciuta con il nome botanico di Solidago virga aurea. E’ una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Composite ed originaria dell’Europa e dell’America, tipica delle zone a clima relativamente temperato.

Presenta un fusto eretto lungo fino ad ottanta centimetri, con foglie lanceolate e leggermente dentate e fiori gialli riuniti in pannocchie, che rallegrano l’ambiente circostante da luglio ad ottobre.

La Solidago cresce spontaneamente nei prati e nelle zone boschive, ma può anche essere coltivata con estrema facilità per arredare bordure ed aiuole, dove mostrerà il meglio di sé con poche e semplici cure. Quali?

Prima di tutto si consiglia di scegliere una collocazione alla mezz’ombra o in pieno sole (ma attenzione a non esporla in zone dove i raggi colpiscono con veemenza nelle ore calde del periodo estivo). Essendo una pianta rustica, poi, è in grado di sopportare sia il caldo afoso che il freddo intenso, rendendosi così adatta alla coltivazione in ogni situazione climatica.

Questo genere di pianta non ha particolari esigenze riguardo al terreno, sebbene prediliga un suolo ben drenato che favorisca il passaggio dell’acqua, evitando i ristagni. Ed a proposito di acqua, ricordiamo che la Verga d’oro ha bisogno di innaffiature regolari, in modo che il terreno si mantenga costantemente umido.

Insomma, le regole da tenere a mente per una coltivazione ottimale sono davvero poche ed i nostri sforzi saranno ripagati dallo spettacolo regalato dalla pianta nel momento della fioritura. E se non bastasse il valore estetico della Virga aurea, consideriamo anche l’aspetto medicinale di questa pianta.

Le sue proprietà officinali sono ben note sia alla medicina popolare che a quella ufficiale, essendo una pianta particolarmente apprezzata per la sua azione disintossicante, antinfiammatoria, antisettica e diuretica. Inoltre viene usata nella cura della diarrea e delle enteriti. Bellezza ed utilità: cosa chiedere di più?

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