Varietà, ibrido e cultivar: ecco il significato di questi termini

di Daniela

Chi si interessa di giardinaggio prima o poi deve scontrarsi con alcuni termini un po’ oscuri ma molto usati in questo ambito, ovvero quello di varietà, ibrido e cultivar. Questi termini vengono usati perché spesso, perché capita che all’interno di una stessa specie ci siano delle piccole varianti in termini di foglie, fiori o crescita; alle varianti sono dati, appunto questi nomi.

A parte quelle più famose di cultivar e ibrido ci sono altre denominazioni, come quella di forma o sottospecie; vediamo insieme il significato di questi termini.

Forma. Questo termine si usa per indicare la diversità tra le piante di una stessa specie in termini di accrescimento.

Varietà. Si parla di varietà se le diversità sono già presenti in natura.

Sottospecie. Per sottospecie si indica una pianta che cresce in una certa regione o in un certo habitat.

Cultivar. Si usa il termine cultivar per indicare le differenza che c’è tra le varie piante coltivate o in riferimento al risultato di incroci di piante effettuati intenzionalmente e non naturali.  

Serie e gruppi. Sono varietà simili ma con diverso colore dei fiori.

Ibridi. Gli ibridi sono le piante nate dall’incrocio tra specie diverse; di solito l’ibridazione avviene tra piante dello stesso genere.

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