Il cambiamento climatico ed il rapporto con le Olimpiadi invernali

Il cambiamento climatico non è più una minaccia remota, ma una realtà che sta riscrivendo le regole del grande sport internazionale. Le recenti oscillazioni di Johan Eliasch, presidente della FIS, passate dalle lamentele per la mancanza di neve agli elogi per l’organizzazione di Milano-Cortina 2026 dopo una nevicata provvidenziale, descrivono perfettamente l’incertezza in cui naviga il settore.

cambiamento climatico
cambiamento climatico

Focus sul cambiamento climatico in ottica Olimpiadi invernali

Tuttavia, il CIO non può affidarsi alla fortuna e sta valutando cambiamenti strutturali per garantire la sopravvivenza delle Olimpiadi Invernali. L’idea centrale, avanzata da Karl Stoss (già presidente del Comitato Olimpico Austriaco), è quella di una rivoluzione del calendario. Attualmente, le Paralimpiadi si svolgono a marzo, un periodo in cui l’irradiazione solare è già troppo forte e rischia di compromettere la tenuta del manto nevoso, obbligando a un uso massiccio e insostenibile di neve artificiale.

La proposta sul tavolo prevede un effetto domino temporale, ossia spostare le Paralimpiadi a febbraio, garantendo temperature più rigide e di conseguenza anticipare le Olimpiadi a gennaio, nel cuore dell’inverno boreale. Kristy Coventry, a nome del CIO, ha precisato che si tratta ancora di una discussione in fase embrionale, mirata a orizzonti temporali lontani, come le edizioni del 2034 o 2038.

Al momento, le date restano confermate: le Alpi Francesi 2030 si terranno dall’1 al 17 febbraio, mentre Utah 2034 è prevista per il periodo 10-26 febbraio. La vera svolta potrebbe dunque arrivare solo nel 2038, con la possibile assegnazione alla Svizzera. Ci sono quindi ancora un bel po’ di anni prima che questa proposta diventi realtà, intanto però il rischio che il riscaldamento globale sia sempre più insostenibile è alquanto probabile. Più passa il tempo e più le temperature risultano essere più elevate.

Non è un caso di come il problema climatico non risparmi nemmeno i Giochi estivi. Se Roma guarda con timore al 2040, il Qatar punta dritto al 2036. Tuttavia, le temperature estive proibitive del Golfo Persico rappresentano un ostacolo logistico immenso.

Se per i Mondiali di calcio 2022 la soluzione è stata il trasloco in inverno, un’Olimpiade, con la sua vastità di discipline e atleti, risulta molto più complessa da riprogrammare. In questo scenario, candidature come quella di Berlino guadagnano forza.

La solidità organizzativa tedesca appare oggi più affidabile rispetto alle incognite climatiche del Qatar o alle criticità dell’India, penalizzata da carenze infrastrutturali e dalle frequenti controversie legate al doping. Il CIO si trova dunque a un bivio: adattare lo sport al pianeta che cambia o rischiare il collasso del modello olimpico tradizionale.

Lascia un commento