Il cambiamento climatico potrebbe portare a disastri anche in Italia

L’impatto del cambiamento climatico sulle nuove generazioni ha ormai raggiunto livelli d’allarme senza precedenti: i bambini di oggi sono esposti a un numero di giornate di caldo estremo nettamente superiore rispetto a quanto vissuto dalle generazioni passate. A delineare questo quadro drammatico è una recente ricerca condotta dalla Vrije Universiteit Brussel e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science Advances, che mette in luce come i più piccoli debbano affrontare minacce sanitarie del tutto sproporzionate rispetto alla loro età.

cambiamento climatico
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Occhio al cambiamento climatico anche in Italia

I rischi non si limitano allo stress fisiologico diretto provocato dalle elevate temperature, ma includono gravissime conseguenze indirette, quali l’insicurezza alimentare, la carenza d’acqua e l’aumento di patologie trasmesse da vettori come le zanzare. Attualmente, la crisi climatica di origine antropica costringe circa 560 milioni di bambini tra zero e nove anni a sopportare ogni anno almeno un mese aggiuntivo di caldo pericoloso.

Come sottolineato dall’autrice principale dello studio, Rosa Pietroiusti, questa condizione è spesso aggravata da fattori socioeconomici penalizzanti: abitazioni inadeguate, assenza di sistemi di condizionamento, contesti di povertà e servizi sanitari sovraccarichi riducono drasticamente i mezzi di protezione a disposizione dei minori. Dal punto di vista biologico, i bambini e i neonati risultano particolarmente vulnerabili poiché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo.

Presentano infatti una ridotta capacità di termoregolazione, un metabolismo più accelerato e una minore traspirazione corporea rispetto al peso, elementi che favoriscono un surriscaldamento rapido. Il caldo eccessivo può così provocare colpi di calore, insufficienze renali, problemi respiratori e complicanze al momento del parto. Sono coloro che patiscono maggiormente questo riscaldamento globale e purtroppo la questione risulterà ancora più complicata con il passare del tempo.

La geografia di questa emergenza mostra che i picchi più significativi di caldo umido si registrano nelle regioni tropicali e nei Paesi in via di sviluppo con popolazioni prevalentemente giovani, come l’Asia meridionale, il Sud-est asiatico e l’Africa occidentale. Le proiezioni future tracciano uno scenario critico anche nel lungo termine: con un aumento globale delle temperature pari a 1,5 °C, circa 620 milioni di bambini affronteranno un mese extra di stress termico all’anno, mentre 390 milioni ne subiranno almeno cinque mesi complessivi.

Se la temperatura dovesse salire di 2,0 °C, i bambini coinvolti salirebbero a 650 milioni per l’esposizione mensile e a 420 milioni per il periodo prolungato di cinque mesi. Uno scenario che spaventa e che mette in pericolo la salute di milioni di bambini in tutto il mondo, per questo è necessario attivarsi per trovare quanto prima una soluzione a tale problematica.

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