Piante da giardino: il Carice

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Il Carice (Carex) è una pianta appartenente alla famiglia delle Cyperacee ed originaria dell’Europa e dell’Asia centrale. E’ caratterizzata da un ciuffo molto denso, con foglie strette, arcuate, dal colore verde brillante (a volte bicolore), che raggiungono la lunghezza di mezzo metro. Con il trascorrere del tempo, la pianta tende ad allargarsi, formando una sorta di cuscino che le dona l’aspetto di una tappezzante.

Nel periodo primaverile tra le foglie spuntano dei lunghi fusti, che portano fiori scuri riuniti in spighe. Successivamente compariranno i frutti, ovvero dei semi anch’essi scuri, che permetteranno alla pianta di autoriprodursi. Il Carice si adatta perfettamente alla coltivazione in piena terra, arricchendo il giardino di un allegro disordine, ma si può allevare anche in vaso, ove assumerà dimensioni contenute. In ogni caso, è importante che il Carex non soffra mai per l’eccessiva siccità, essendo una pianta che può essere tranquillamente classificata tra le acquatiche.

Come preparare le piante acidofile al caldo estivo

cure piante acidofile

Le piante acidofile sono quelle che richiedono un terreno con pH acido e tra le più comuni che ne fanno parte ci sono il rododendro, l’azalea, la camelia e la l’ortensia; le piante acidofile hanno bisogno di essere preparate per affrontare il caldo dei prossimi mesi estivi. Qualche giorno fa abbiamo visto cosa fare se le foglie delle acidofile ingialliscono, oggi vi spieghiamo le altre necessità estive di queste piante.

Tra le cure necessarie, un posto di primaria importanza lo riveste l’irrigazione, soprattutto se le piogge sono scarse; sia le giovani piante che quelle adulte, devono essere annaffiate costantemente al mattino oppure al tramonto. Durante questa operazione fate attenzione a non lasciare il terreno inzuppato d’acqua.  Anche la fertilizzazione è importante; da giugno a settembre fornite alle vostre piante, ogni settimana, del fertilizzante specifico per acidofile.

Morfologia delle palme, il tronco

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Le palme, come abbiamo già visto, sono piante a portamento arborescente appartenenti al gruppo delle monocotiledoni. Quasi tutte sono sostenute da un unico tronco alto e sottile, chiamato anche stipite, che presenta più o meno lo stesso diametro dalla base alla cima e sul cui apice sorge una gemma ricoperta dalle foglie. Il tronco degli esemplari più giovani inizia a svilupparsi solo quando la gemma apicale ha raggiunto una certa dimensione e non si accresce ulteriormente in larghezza con lo sviluppo complessivo della pianta; per questo motivo in molte specie di palme il tronco raggiunge il proprio diametro definitivo prima di svilupparsi in altezza.

Il tronco delle palme è molto resistente e le sue caratteristiche di altezza, spessore, così come la forma degli anelli, variano di specie in specie: la gran parte delle palme ad esempio ha un tronco eretto ma non mancano le specie che presentanto un portamento strisciante o rampicante. Altre specie ancora hanno più tronchi (le cosiddette palme multicauli) che si diramano dalla sua base. L’aspetto del tronco della palma può essere liscio (Sabal palmetto o cavolo-palmizio) o presentare fibre intrecciate (palma nana) o rastri fogliari (palma da dattero).

Palme, gli habitat

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Le palme appartengono al gruppo delle Monocotiledoni, delle piante cioè che hanno un portamento molto simile a quello degli alberi ma se ne distinguono per le caratteristiche del tronco. Proprio l’aspetto slanciato del tronco, insieme alle classiche foglie riunite a formare un’ampia corona terminale, conferisce loro un inestimabile valore ornamentale e le rendono molto amate da appassionati di giardinaggio e non.

Come forse già sapete la gran parte delle palme proviene dalle zone tropicali e sub-tropicali del pianeta mentre è piuttosto raro trovarle in zone dal clima freddo o, al contrario estremamente arido. Inoltre a fronte di un numero modesto di generi, le palme contano invece un grandissimo numero di specie, circa duemila delle quali vivono nelle foreste pluviali.

Piante grasse: la Gasteria

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La Gasteria è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Liliacee ed originaria dell’Africa del Sud, molto apprezzata per la particolare conformazione delle foglie e per caratteristica fioritura. Si presenta come una sorta di rosetta con foglie carnose, lunghe ed appiattite, colorate di verde scuro e ricoperte di macchioline (a volte righe) biancastre.

Nel periodo primaverile compaiono dei lunghi fusti che partono dalla base della foglie per regalare una splendida fioritura di colore rosso, rosa o bianco, a seconda della specie. I piccoli fiori sono di forma tubulare e resistono a lungo sui fusti, mostrandosi al meglio della propria bellezza anche nel corso dell’estate. Allo stato spontaneo la Gasteria cresce su terreni rocciosi, moltiplicandosi con grande facilità e raggiungendo anche altezze considerevoli per una pianta succulenta. Alle nostre latitudini, invece, conviene ricoverarla in casa, essendo una pianta che mal sopporta i rigori dell’inverno.

Le nuove varietà di gerani

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I gerani, il cui nome scientifico è Pelargoni, sono un genere composto da circa 160 specie diverse originarie del Sud Africa; queste piante possono essere esposte sia al sole che all’ombra, sono adatte sia per gli spazi aperti che per quelli protetti dai cespugli, e godono di un a longevità non indifferente per essere piante erbacee.

I gerani sono arrivati in Europa nel 1600 e all’inizio vennero coltivati soprattutto per il profumo delle foglie; solo dal XIX secolo venenro apprezzati anche per i fiori, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui i gerani vengono coltivati per la fioritura rigogliosa e ornamentale.

A differenza di quello che si può pensare, la coltivazione dei gerani come piante generiche da davanzale o da balcone sta diminuendo a favore di quella delle nuove varietà con caratteristiche originali per quel che riguarda colore e forma di foglie e fiori. Scopriamo insieme qualcuna di queste varietà.

Piante medicinali: la Parietaria

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La Parietaria è una pianta appartenente alla famiglia delle Urticacee ed originaria dell’area europea. E’ molto diffusa allo stato spontaneo, crescendo nei boschi, tra i sassi e ai bordi delle strade con molta facilità, fino a raggiungere gli 80 centimetri di altezza. Presenta un fusto eretto, peloso, di colore rossastro, mentre le foglie sono ovate ed appuntite, appiccicose e di colore verde brillante. Anche i fiori sono di colore verde e fanno la propria comparsa nel periodo che va da maggio ad ottobre.

Questa pianta non ha un particolare interesse dal punto di vista decorativo, mentre viene utilizzata largamente a scopo officinale, avendo proprietà depurative, espettoranti, diuretiche, sudorifere ed emollienti. Le sue foglie possono anche essere lessate e consumate come verdure, oppure usate fresche nel condimento delle insalate. Due nota negative per la Parietaria, vale a dire la presenza di pollini, che possono creare fastidiose allergie in alcuni soggetti, e la sua presenza massiccia nei giardini e sui muri, che la fa considerare al pari di una pianta infestante.

Piante grasse, il Cereo

Cereo pianta

Con il nome di cereo (cereus) si indica un genere di piante grasse, o succulente, appartenente alla famiglia delle Cactacee. Il genere comprende una cinquantina di specie desertiche originarie dell’America centrale e meridionale, dotate di fusti cilindrici, verdi o bluastri, con ramificazioni a candelabro e costolature spinose sui lati. In estate i cereus producono grandi fiori imbutiformi, color crema, bianchi, rosa o rossi, che in genere si aprono di notte per appassire prima dell’alba. Se coltivate all’aperto queste succulente possono raggiungere dimensioni davvero notevoli, elevandosi fino a dodici metri di altezza.

La Collinsia heterophylla

Collinsia heterophylla

La Collinsia heterophylla è una pianta appartenente alla famiglia delle Scrophulariacee ed originaria dell’America del Nord, ma ormai diffusa anche alle nostre latitudini, specie allo stato spontaneo.

E’ caratterizzata da fusti eretti molto sottili, con foglie ovali o lanceolate, ruvide e dal colore verde intenso. I fiori hanno una forma molto caratteristica, simile a quella delle bocche di leone, ed presentano colorazioni che vanno dal rosa al viola con labello superiore solitamente bianco. Dal mese di aprile e per tutta la stagione estiva colorano i prati ed i giardini con la loro splendida fioritura formata da corolle circolari molto decorative. Come detto le Collinsie heterophylle si trovano per lo più allo stato spontaneo, ma la loro coltivazione si va diffondendo sempre più, trattandosi di piante facile da allevare e particolarmente indicate per la decorazione di bordure ed aiuole.

Riprodurre l’Anthurium: giugno è il mese giusto

Anthurium

Il mese di giugno è quello giusto per riprodurre l’Anthurium. Affinché si mantenga in salute, questa pianta ha bisogno di annaffiature regolari da effettuare quando il terreno è asciutto, facendo attenzione a non lasciarla senz’acqua per troppo tempo; durante tutto l’anno, ogni 15 o 20 giorni fornitele del concime liquido per piante da fiore unito all’acqua di annaffiatura.

La moltiplicazione dell’Anthurium avviene per divisione dei cespi, e questo è il momento giusto per attuarla; prima di procedere bagnate il terriccio in modo da trovare il punto nel quale è più possibile trovare nuovi getti.