Più forte il trend dello sci sostenibile in queste settimane

Si fa spazio lo sci sostenibile. L’immaginario collettivo associa spesso lo sci a scenari di natura incontaminata e neve purissima, ma l’impatto ambientale di questa disciplina è un tema sempre più rilevante. Le criticità principali derivano da due fattori spesso invisibili agli occhi degli appassionati: l’utilizzo delle scioline e l’usura dei materiali tecnici.

sci sostenibile
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Focus sullo sci sostenibile qui in Italia

Molte scioline contengono infatti composti fluorurati come i PFAS, noti per la loro persistenza nell’ambiente, mentre lo sfregamento delle solette in polietilene sulle piste ghiacciate provoca il rilascio di microplastiche che contaminano il suolo e le falde acquifere. Sebbene le autorità sportive internazionali abbiano iniziato a bandire i prodotti chimici più dannosi nelle competizioni, la dispersione di polimeri resta un problema strutturale.

Per rispondere a questa sfida, un team di ricerca del Politecnico di Milano, guidato dal professor Paolo Ossi, sta portando avanti da oltre dieci anni un progetto ambizioso: sostituire completamente la plastica del fondo dello sci con l’acciaio inossidabile. Un processo importante che permetterà di non inquinare troppo. La ricerca si basa sulla consapevolezza che il polietilene, pur essendo un materiale eccellente, ha dei limiti strutturali insuperabili.

Sulle piste moderne, spesso ricoperte di neve artificiale molto dura e abrasiva, la plastica si degrada rapidamente, perdendo efficacia e richiedendo manutenzioni costanti che producono ulteriori scarti. L’acciaio inossidabile rappresenta invece una soluzione radicale. Grazie a sofisticate lavorazioni laser che ricreano sulla superficie metallica le micro-scanalature necessarie a gestire il velo d’acqua generato dall’attrito, questo materiale garantisce prestazioni paragonabili, se non superiori, a quelle tradizionali.

I test più recenti, condotti in condizioni di alta umidità e neve compatta, hanno confermato che la soletta metallica eccelle soprattutto sulla neve artificiale. Sebbene la sciolina tradizionale garantisca ancora una leggera superiorità nell’accelerazione iniziale da fermo, una volta in movimento le prestazioni dei prototipi in acciaio si allineano a quelle degli sci convenzionali.

Oltre all’aspetto ecologico, il vantaggio dell’acciaio risiede nella sua longevità: non si deteriora con il calore generato dalle lamine e non richiede le frequenti rettifiche necessarie per il polietilene. Nonostante possa esserci qualche titubanza su queste novità da parte di coloro che hanno sempre praticato gli sport invernali con gli stessi materiali, quindi esserci un po’ di scetticismo, la strada verso uno sci più sostenibile sembra essere ormai tracciata.

L’obiettivo finale non è solo migliorare la velocità, ma preservare l’ecosistema montano attraverso una tecnologia che non lasci tracce nocive. Questo passaggio dai polimeri ai metalli potrebbe rappresentare la svolta decisiva per rendere gli sport invernali realmente compatibili con la tutela dell’ambiente.

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