L’inquinamento ambientale in Ucraina per la guerra: il bilancio è disastroso

Attenzione all’inquinamento ambientale in Ucraina. A quattro anni dall’inizio dell’aggressione russa su larga scala, l’Ucraina si trova ad affrontare non solo una catastrofe umana senza precedenti dalla fine del secondo conflitto mondiale, ma anche un disastro ecologico di proporzioni globali.

inquinamento ambientale in Ucraina
inquinamento ambientale in Ucraina

Riscontri sull’inquinamento ambientale in Ucraina dovuto alla guerra

Oltre al tragico bilancio di quasi due milioni di persone tra vittime e feriti e ai milioni di profughi, la guerra sta devastando un patrimonio naturale unico: pur occupando una porzione ridotta della superficie europea, il territorio ucraino custodisce infatti un terzo della biodiversità del continente, oggi messa in serio pericolo dai combattimenti.

Situazione a dir poco tragica che lancia un forte allarme per l’intero Pianeta. Recenti analisi condotte da esperti di contabilità climatica rivelano che le operazioni militari sono diventate uno dei principali fattori di inquinamento mondiale, nonostante la scarsa attenzione mediatica dedicata al tema. Solo nel quarto anno di guerra, le emissioni di gas serra sono aumentate di 75 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente.

Dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022, il totale ha raggiunto la cifra impressionante di 311 milioni di tonnellate, un dato paragonabile all’intera produzione annuale di nazioni industrializzate come la Francia. Numeri che spaventano e che purtroppo continueranno ad aumentare se si andrà avanti di questo passo. I fattori legati a questa catastrofe ambientale, creando danni concreti all’intero Pianeta, sono molteplici.

Le operazioni belliche inquinano tantissimo a causa dell’uso massiccio di combustibili fossili per alimentare carri armati, jet e mezzi logistici che rappresenta oltre un terzo delle emissioni totali. Da non sottovalutare poi gli incendi boschivi, infatti le fiamme, spesso alimentate da condizioni climatiche siccitose, hanno devastato quasi un milione e mezzo di ettari solo nel 2025, creando un circolo vizioso tra guerra e riscaldamento globale. Infine gli attacchi sistematici alle reti elettriche e di riscaldamento obbligano a continui sforzi di ripristino ad alto impatto energetico.

Il problema della trasparenza resta centrale. Le emissioni militari costituiscono circa il 5,5% del totale globale, eppure gran parte di questo inquinamento rimane escluso dai registri ufficiali, anche all’interno dell’Unione Europea. Questa opacità impedisce una reale leadership climatica e nasconde la portata effettiva del danno ambientale causato dai conflitti. In risposta a questa situazione, il governo ucraino ha intrapreso un’iniziativa diplomatica e legale senza precedenti.

Durante il vertice COP30 di Belém, Kiev ha annunciato l’intenzione di chiamare la Russia a rispondere dei danni climatici provocati. La richiesta di risarcimento, che supera i 37 miliardi di euro, segna il primo tentativo al mondo di ottenere una compensazione economica basata sul costo sociale del carbonio emesso a causa di un’aggressione militare.

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