Arrivano i rifugi climatici a Bologna con l’estate

Arrivano finalmente i rifugi climatici. Bologna si conferma in prima linea nel contrasto agli effetti della crisi climatica globale. Secondo recenti rilevazioni, il capoluogo emiliano figura purtroppo tra le città europee in cui è statisticamente più elevato il rischio di mortalità legato alle temperature estive estreme. Di fronte a questa complessa sfida legata alla salute pubblica, l’amministrazione comunale ha deciso di potenziare in modo significativo le proprie misure di protezione urbana, ampliando in vista della stagione estiva la rete cittadina dei rifugi climatici.

rifugi climatici
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Cosa sappiamo sui rifugi climatici a Bologna con l’estate

La rete ha visto l’introduzione di otto nuovi spazi pubblici, equamente suddivisi tra aree verdi e case di quartiere. Questi nuovi punti di ristoro si vanno ad aggiungere ai sedici già attivati con successo durante l’estate del 2025, portando il totale dei presidi disponibili a quota ventiquattro. L’intero progetto si sviluppa sotto l’egida di “Bologna Missione Clima“, un’iniziativa nata in modo partecipativo grazie alle proposte concrete avanzate dall’Assemblea cittadina per il Clima.

Il Comune ha poi tradotto queste idee in realtà, ispirandosi a modelli virtuosi già collaudati in diverse metropoli europee. Dal punto di vista funzionale, i rifugi climatici sono concepiti come luoghi pubblici ad accesso totalmente libero e gratuito. Pur continuando a svolgere regolarmente le loro attività ordinarie, queste strutture offrono un ambiente fresco e confortevole per proteggersi dalla calura nei mesi più roventi.

Si distinguono principalmente in due categorie: ambienti interni dotati di moderni impianti di climatizzazione e aree verdi pubbliche opportunamente ombreggiate. L’amministrazione specifica che non si tratta di presidi sanitari né di centri per l’assistenza medica, bensì di oasi di sollievo facilmente accessibili e distribuite sul territorio per dare supporto immediato durante le ondate di calore persistenti.

I rifugi al chiuso inoltre devono garantire la totale accessibilità per le persone con disabilità, la presenza di sedute comode, servizi igienici idonei e la costante disponibilità di acqua potabile. I giardini e i parchi all’aperto, invece, devono offrire ampie zone d’ombra, fontanelle pubbliche e servizi igienici accessibili.

Tra le novità di quest’anno si registrano spazi di aggregazione storici come la casa di quartiere Lunetta Gamberini e i giardini Renato Bentivogli e Lavinia Fontana, che integrano una mappa già ricca di cui fanno parte eccellenze culturali come la Biblioteca Salaborsa, l’Archiginnasio e il MAMbo.I cittadini possono individuare il rifugio più vicino tramite una mappa interattiva bilingue (italiano e inglese) disponibile sul portale del Comune “Iperbole”.

Questo strumento digitale, ottimizzato anche per le persone ipovedenti, consente di verificare gli orari di apertura, i servizi specifici di ogni struttura e la dislocazione delle fontanelle cittadine. La pagina web offre inoltre bollettini meteo aggiornati, allerte in tempo reale e indicazioni sui servizi sociali straordinari attivati per assistere le fasce di popolazione più fragili. Come sottolineato dall’assessora alla Missione Clima, Anna Lisa Boni, questa iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per la tutela della salute pubblica e l’adattamento urbano.

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