L’impatto dei palloncini lasciati in aria sull’ambiente

Era il 27 settembre 1986, quando la città di Cleveland cercò di entrare nel Guinness dei Primati liberando un milione e mezzo di palloncini per beneficenza. Un gesto di bellezza e solidarietà che purtroppo terminò in una vera tragedia. Infatti, accadde una cosa non prevista ossia la densa nuvola colorata impedì ai soccorritori di individuare due pescatori dispersi nel lago Erie, che morirono annegati.

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Effetti dei palloncini rilasciati in aria

Oggi, quel disastro è ricordato come un monito sulla pericolosità di gesti apparentemente innocui. Nonostante la sensibilità ambientale sia cresciuta, l’abitudine di rilasciare palloncini persiste in celebrazioni come matrimoni o gender reveal. Tuttavia, istituzioni come il Gran Consiglio del Canton Neuchâtel hanno iniziato a proibirne il lancio, riconoscendo che ogni palloncino liberato nell’atmosfera è, a tutti gli effetti, un atto di littering.

Approfondendo tale questione, una volta in volo, un palloncino può percorrere fino a 3.000 km in meno di un giorno, raggiungendo altitudini superiori ai 10 km prima di ricadere al suolo, spesso in luoghi incontaminati. Uno studio australiano rivela che circa il 70% di questi rifiuti finisce in mare, dove le correnti li trasportano lontano dal punto di origine.

L’impatto sulla fauna è devastante. Sebbene rappresentino solo una piccola frazione dei rifiuti plastici totali, i palloncini sono responsabili di circa il 40% dei decessi tra gli uccelli marini che ingeriscono detriti umani. La plastica morbida è infatti 32 volte più letale di quella rigida: una volta ingerita, causa soffocamento o blocchi intestinali fatali.

Le tartarughe marine, in particolare, scambiano spesso i frammenti di gomma per meduse, la loro preda principale. Spesso il mercato propone palloncini in lattice definiti “biodegradabili”, ma si tratta di una promessa illusoria. Ricerche pubblicate sul Journal of Hazardous Materials dimostrano che, dopo quattro mesi in acqua o compost, la degradazione è pressoché nulla.

Come sottolineato dall’ecologo Andrea Bonifazi, “biodegradabile” non significa innocuo; il materiale persiste in natura abbastanza a lungo da diventare una trappola mortale per gli animali. Inoltre, lo scoppio dei palloncini rilascia microplastiche che entrano nella catena alimentare, minacciando indirettamente anche la salute umana.

Per proteggere l’ambiente, la soluzione è semplice: sostituire i lanci con decorazioni riutilizzabili come bandiere, ghirlande o striscioni. Se proprio non si può rinunciare ai palloncini, il consiglio degli esperti è di gonfiarli ad aria anziché a elio e utilizzarli esclusivamente per scopi decorativi fissi. Evitare il volo di un palloncino significa evitare che un momento di festa si trasformi in un danno permanente per il nostro pianeta. Lasciar volare in cielo un palloncino può essere davvero un danno per l’ambiente e per la salute umana.

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