Orchidee per principianti, cosa fare

di Valentina Commenta

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Le orchidee rientrano senza dubbio nella categoria dei fiori considerati da tutti come inarrivabili nella coltivazione, soprattutto dai principianti. Oggi vi tenteremo di mostrarvi che non deve essere così per forza. Che chiunque con un minimo di impegno ed eseguendo le scelte giuste, può raggiungere dei buoni risultati.

Vale sempre la pena tentare quando si tratta di orchidee. Quindi la prima cosa che vi consigliamo è il tipo di orchidea da scegliere. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di una pianta dalle innumerevoli varietà: perché non approfittare di tale fattore e scegliere quella che più si adatta? Le più facili da gestire? Senza dubbio la Phaius (Orchidea delle suore), la Calanthe e tutte le orchidee tropicali Paphiopedilum.

Chiedetelo a chiunque, consultate enciclopedie e la risposta sarà la stessa. Queste tre varietà si adattano al principiante più estremo non avendo bisogno, in pratica, dello stesso impegno che mettereste in atto con qualsiasi altra pianta di appartamento. Acqua in quantità normali, luce e giusta esposizione solare. Si tratta di fiori molto belli di aspetto che tra l’altro reggono anche forti tassi di umidità senza soffrirne. Salendo di qualche “gradino” nella difficoltà di coltivazione troviamo la Phalaenopsis (conosciuta anche come orchidea falena) e la Cattleya che necessitano però di meno acqua rispetto alle precedenti. Un discorso a parte merita la Cymbidium, che si adatta perfettamente ad essere coltivata anche nei mesi invernali.

Vi state chiedendo quale vaso utilizzare? Qualsiasi va bene, assicuratevi però che possa contare su un substrato contenente muschio e ghiaia. Sono due materiali che aiutano fortemente a regolare l’umidità. Ed infine parliamo delle innaffiature. Volete un metodo pressochè infallibile per capire il loro bisogno di acqua? Toccate la terra… e toccate loro. Tastando le orchidee tra le vostre dita potrete sentire se sono umide o meno e regolarvi per sopperire ad una eventuale mancanza di acqua.

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