Le misure per tutelare il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena nel 2026

Presso la sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, la Direzione Marittima del Nord Sardegna ha recentemente presentato le nuove disposizioni normative che disciplineranno le attività nelle acque dell’area protetta. L’incontro, che ha visto una fitta partecipazione di operatori del settore, diportisti e cittadini, ha sancito l’avvio di un percorso di regolamentazione più rigoroso, frutto di una sinergia strategica tra l’Ente Parco, l’Autorità Marittima e il Comune di La Maddalena.

Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena
Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Come verrà preservato il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Alla conferenza hanno partecipato figure chiave del territorio: il Direttore Marittimo di Olbia, Gianluca D’Agostino; la Presidente del Parco, Rosanna Giudice; il Direttore Giulio Plastina e il Sindaco Fabio Lai. L’obiettivo comune è affrontare con decisione la pressione antropica che, specialmente nei mesi estivi, minaccia l’integrità di uno degli ecosistemi marini più preziosi e fragili del Mediterraneo.

L’ordinanza, che entrerà ufficialmente in vigore il 1° giugno e resterà attiva fino al 30 settembre di ogni anno, non è una semplice restrizione burocratica, ma una risposta necessaria al degrado ambientale causato dall’eccessivo affollamento di imbarcazioni.

Le nuove norme puntano a due traguardi fondamentali come la salvaguardia della biodiversità, con un focus specifico sulla protezione delle praterie di Posidonia oceanica e la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, riducendo i rischi legati al traffico intensivo. Le misure introdotte modificano sensibilmente le abitudini di navigazione all’interno del Parco. In primis ci sono i limiti di velocità, è imposto l’obbligo di mantenere l’assetto dislocante.

I limiti sono fissati a 7 nodi entro i 500 metri dalla costa e a 10 nodi nella fascia tra i 500 e i 1000 metri. Per quanto riguarda l’ancoraggio e l’ormeggio è severamente vietato ancorare sulle praterie di Posidonia o in habitat sensibili. L’ancoraggio sarà permesso solo su fondali sabbiosi o fangosi. Per l’uso dei gavitelli, restano valide le specifiche concessioni dell’Ente Parco.

Inoltre, tale provvedimento, ribadisce il divieto assoluto di scaricare rifiuti (solidi o liquidi) e acque reflue. È inoltre proibito il prelievo di materiali naturali come sabbia o conchiglie. Infine, lato trasporto passeggeri, le unità commerciali dovranno seguire itinerari e soste prestabiliti. Località iconiche come Cala Corsara, Cala Coticcio e la Spiaggia dei Cavalieri vedranno aree riservate prioritariamente alle manovre di queste imbarcazioni per garantire un flusso ordinato.

Per garantire che queste regole non restino sulla carta, è stata annunciata la creazione di un tavolo tecnico permanente tra Capitaneria, Comune ed Ente Parco. Questo organismo avrà il compito di monitorare i dati del traffico marittimo e valutare periodicamente l’efficacia delle misure, assicurando che lo sviluppo turistico resti compatibile con la conservazione del patrimonio naturale.

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