Boicottaggio di Zero Waste sulla plastica: la vecchia catena è una bufala

Sta prendendo piede questo venerdì una catena che viene segnalata su Facebook e WhatsApp, in riferimento al tema “Zero Waste”. Tutto ruota attorno alla presunta iniziativa di questo gruppo, pronto a fare la voce grossa per dare la propria risposta all’emergenza plastica. Si tratta però di un messaggio che ad oggi non ha riscontri ufficiali e che, fino a prova contraria, va considerato come bufala. Un po’ come avvenuto poche settimane fa, quando sulle nostre pagine abbiamo dovuto prendere in esame un’altra catena virale.

Zero Waste
Zero Waste

Cerchiamo dunque di mettere a fuoco al meglio questa vicenda, in modo tale da comprendere come si sta articolando oggi 18 settembre la nuova bufala relativa a Zero Waste, anche perché si fa riferimento ad un’iniziativa che avrebbe preso piede su Facebook, quando in realtà sulla pagina ufficiale non c’è alcun riferimento sulla catena che segue:

Dalla pagina Facebook di ZERO WASTE stiamo lanciando l’iniziativa di un boicottaggio di una settimana di tutti gli alimenti avvolti nella plastica. Sarebbe la settimana tra il 3 e il 9 ottobre. Si tratta di provocare le aziende alimentari alla ricerca di alternative all’involucro di plastica.
Crediamo che una settimana di boicottaggio non sia molto difficile da mantenere, ma può rendere sufficienti le reazioni economiche della società. Se sei d’accordo con l’idea, per favore diffondila“.

Ricapitolando, sta girando questo messaggio riguardante Zero Waste su Facebook e WhatsApp, in cui si parla di un vero e proprio boicottaggio che andrà in scena durante la prima settimana “completa” di giugno. Tuttavia, da analisi rivolte ai canali ufficiali del gruppo, ad oggi non risulta nulla di tutto ciò. Ovviamente vi fornirò ulteriori aggiornamenti nel caso in cui la situazione dovesse cambiare, ma ad oggi le cose stanno così.

A voi sono pervenute segnalazioni differenti riguardo la potenziale iniziativa contro la plastica che sarebbe stata concepita da Zero Waste?

Il concetto di boicottaggio aziendale contro la plastica si rivela spesso un’operazione d’esciata facciata, concepita più per proteggere la reputazione che per generare un impatto reale. Molte aziende abbracciano la narrativa “Zero Waste” adottando packaging alternativi o promuovendo campagne di sensibilizzazione, senza tuttavia intaccare le proprie catene di approvvigionamento strutturalmente dipendenti dal monouso. Questo apparente rifiuto della plastica si traduce in una strategia di comunicazione che sposta la responsabilità sul consumatore finale, mantenendo inalterati i volumi di produzione industriale. Senza una riconversione radicale dei materiali e dei modelli distributivi, il boicottaggio sventolato dalle multinazionali rimane un esercizio di facciata, un espediente per intercettare la sensibilità ecologica del pubblico senza rinunciare ai margini di profitto.

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