Iris, caratteristiche e cure

di gianni puglisi

L’iris è il fiore chiamato comunemente giaggiolo, che deve il suo nome a Iride, la messaggera degli dei; la forma popolare giaggiolo è dovuto alla sua forma, che ricorda il ghiacciolo. Le iris possiedono una forma molto semplice, tre petali verso l’alto e tre verso il basso, e per questo sono state spesso riprodotte nei manoscritti per impreziosirli o come simbolo di una città, come nel caso del giglio di Firenze, che in realtà è una iris, ma viene chiamata erroneamente giglio perché i due fiori appartengono allo stesso gruppo botanico.

Sotto il nome di iris sono comprese 200 specie di piante della famiglia delle Iridacee; in floricoltura i giaggioli vengono comunemente divisi in due gruppi: iris bulbosi e iris rizomatosi. Il giaggiolo più conosciuto è l’iris germanica, ovvero il cosiddetto “giglio di Firenze”, con i fiori di colore bianco con delle striature viola.

Piuttosto comune è anche l’iris di S. Antonio, tutto viola e dai fiori molto profumati. Esistono anche delle varietà di iris di colore blu, giallo, rosa e rosso scuro, e il loro significato nel linguaggio dei fiori è buona novella.

Tutti le iris possiedono foglie sottili, allungate e disposte a ventaglio, e fioriscono ad aprile e a maggio. Qualsiasi terreno va bene per le iris, purché sia ben drenato, e va innaffiato fino a giugno, segue poi una pausa estiva, per poi riprendere a settembre. A seconda della specie richiedono un’esposizione al sole o ad un’ombra leggera; le iris si propagano per seme.

L’autunno è il momento ideale per mettere a dimora i bulbi delle iris; non serve un terriccio particolare, perché va bene quello universale. Dopo la messa a dimora bagnate moderatamente e lasciate il vaso all’aperto; se il vaso è esposto alla pioggia potete anche non innaffiarlo, ma se invece è riparato, bagnatelo ogni quindici giorni.

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