Piante grasse, Opuntia

di Marion

Opuntia

Fioritura: primaverile o autunnale a seconda della specie

Impianto

Tipo di pianta: pianta grassa

Altezza max: sei metri nelle specie arbustive

Il genere Opuntia comprende centinaia di specie appartenenenti alla famiglia delle Cactacee originarie delle zone desertiche dell’America meridionale e settentrionale; le Opuntia sono caratterizzate da ramificazioni cilindriche, globose o appiattite fino a diventare delle vere e proprie pale (cladodi) ricoperte di spine più o meno lunghe a seconda della specie, molto sottili e fastidiose.

I fiori di Opuntia sono molto vistosi e sorgono sugli apici dei rami o intorno alle pale; alla fioritura segue, in alcune specie,  la comparsa di frutti carnosi commestibili. Il genere annovera specie di dimensioni molto diverse: dai 15 centimetri della deliziosa Opuntia microdasys ai 5-6 metri della specie arboree come il Fico d’India (Opuntia ficus indica).

Esposizione: le piante appartenenti al genere Opuntia crescono bene in posizione luminosa e ventilata; solo le piante adulte però tollerano il pieno sole, soprattutto quelle appartenenti alle specie più piccole.

Terreno: le opuntia si adattano bene a qualunque tipo di terreno; questo vale soprattutto per il Fico d’India che cresce bene anche nei terreni brulli e sassosi dei litorali del sud, mentre le Opuntia da vaso possono beneficiare di terriccio universale misto a sabbia e ghiaia.

Annaffiatura: le innaffiature devono essere molto modeste durante i mesi più caldi e nel periodo invernale possono essere sospese del tutto.

Avversità: le Opuntia sono, nella gran parte dei casi, piante molto resistenti; tuttavia le annaffiature eccessive possono causare screpolature e croste sulla superficie della pianta che può subire anche l’attacco delle cocciniglie.

Concimazione: si concima una volta l’anno, in primavera, con fertilizzanti specifici per cactacee

Moltiplicazione: le Opuntia possono essere moltiplicate per semina o per talea di fusto. La moltiplicazione per talea consiste nel recidere con un coltello ben affilato e pulito una pala di almeno un anno e nel interrarla a una profondità pari all’incirca a 3/4 della loro lunghezza dopo averla lasciata asciugare per lameno una decina di giorni, meglio se dopo un trattamento funghicida. La messa a dimora può avvenire in piena terra  in vaso.

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