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  • feb

Alchemilla vulgaris, utile e decorativa

alchemilla

L’Alchemilla Vulgaris è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee ed originaria dell’Europa centrale ed occidentale, dova fa bella mostra di sé soprattutto nei boschi e nei prati di montagna.

E’ caratterizzata da un fusto eretto e da foglie palmate e dentate, che presentano dai 7 agli 11 lobi, donando alla foglia stessa l’aspetto di un ventaglio. I fiori sono molto piccoli, riuniti in mazzetti e fanno la propria comparsa nel periodo che va da maggio a settembre.

Generalmente l’Alchemilla vulgaris cresce alla stato spontaneo, ma ciò non significa che non venga coltivata nei giardini a scopo ornamentale (ottimo l’utilizzo in bordure, aiuole, giardini rocciosi) o a scopo officinale, viste le tante proprietà contenute nelle sue foglie.

Per una coltivazione ottimale si consiglia di collocare la pianta in una zona semi-ombreggiata, dove possa trovare un habitat quanto più simile a quello naturale. Tollera egragiamente le basse temperature e le gelate invernali ed è anche per questo motivo che trova larga diffusione alle nostre latitudini.

Le irrigazioni devono essere moderate, ma facendo in modo che il terreno si mantenga costantemente umido ed evitando il più possibile i ristagni d’acqua, che potrebbero creare un fastidioso marciume dell’apparato radicale. Le concimazioni, invece, non sono di fondamentale importanza e si deve intervenire solo in caso di estrema necessità con del fertizzante per piante verdi.

Ed ora passiamo alle proprietà officinali dell’Alchemilla vulgaris, ricordando che nei tempi antichi veniva utilizzata come cura in caso emorragie interne ed esterne. Attualmente tale credenza è stata superata, ma la nostra pianticella continua ad avere grande considerazione nella preparazione di medicinali contro il mal di denti ed il mal di gola.

In forma di decotto, invece, è particolarmente indicata nella cura dei pruriti vaginali ed anali, essendo considerata un ottimo rinfrescante. Infine, l’Alchemilla vulgaris può trovare un utilizzo anche culinario, vista la commestibilità delle sue foglie, usate per lo più per arricchire le insalate.

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