Viole, terreno ed esposizione

Dopo avervi parlato delle diverse specie e varietà di viole, torniamo sull’argomento per illustrarvi le modalità di impianto e manutenzione più indicate per questi deliziosi fiori. Mentre oggi vedremo il terreno e l’esposizione più idonei alla loro buona riuscita, domani vi daremo indicazioni su come metterle a dimora e sulle cure colturali di cui necessitano. In particolare faremo riferimento alla violette selvatiche coltivate e alle viole orticole.
Il terreno
Violette selvatiche coltivate
In linea di massima le violette selvatiche coltivate preferiscono terreni fertili, ben drenati e con un ph non superiore a 7; alcune specie però tollerano bene anche terreni leggermente calcarei, altre gradiscono terreni sabbiosi e altre ancora prediligono terreni torbosi non troppo drenati. Per non sbagliare potete coltivarle in una miscela composta da tre parti di terra da giardino, due parti di letame maturo, una parte di foglie di faggio sminuzzate e una parte di sabbia.
Violette orticole
Nel caso delle violette orticole preparate una miscela composta da due parti di terra da giardino, due parti di letame maturo, una parte di foglie di faggio sminuzzate e una parte di sabbia.
L’esposizione
Violette selvatiche coltivate
Le violette che in natura crescono nel sottobosco prediligono posizioni ombreggiate, mentre quelle che provengono da climi più freddi necessitano di posizioni luminose. Alcune, come le varietà a fiore doppio, temono il freddo; vanno quindi piantate in pieno sole e poste al riparo durante l’inverno.
Violette orticole
Nelle zone di montagna possono essere piantate in pieno sole, mentre nelle regioni a clima temperato è meglio sistemarle in penombra. Le viole del pensiero vanno poste in penombra e al riparo dalla pioggia poichè questa rischia di danneggiarle quando troppo intensa. In linea di massima le varietà nane e a portamento prostrato sopportano bene temperature elevate e climi umidi, mentre le varietà da aiuola e bordura devono essere coltivate in penombra.
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