Arum italicum, ovvero il Pan di serpe

di Redazione

Se amate la vita all’aria aperta e le passeggiate nei boschi o lungo i corsi d’acqua, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in qualche pianta di Arum italicum, comunemente conosciuta come Pan di serpe, gigaro o calla selvatica.

Cresce per lo più allo stato spontaneo, rallegrando l’ambiente circostante con spettacoli diversi a seconda del periodo. Nella stagione primaverile, infatti, questa pianta mostra la bellezza dei suoi fiori bianchi, simili a quelli della calla, in mezzo ad un gran numero di foglie larghe dal colore verde scuro.

Ad un mese dalla fioritura, invece, si manifestano i primi frutti, costituiti da bacche dal colore verde, che maturando divengono rosso-arancio. Il colore particolare delle bacche può attirare l’attenzione di bambini ed animali che, ingerendole, possono essere soggetti ad avvelenamento mortale. Tale eventualità si verifica piuttosto raramente, visto che i frutti di Arum italicum risultano disgustosi al palato, scongiurando quindi il pericolo di ingestione massiccia.

Come detto, è una pianta che cresce per lo più allo stato spontaneo, ma questo non significa che non possa essere coltivata all’interno di un giardino, dove offrirà il meglio di sé colorando tutte le stagioni dell’anno.

Per una coltivazione ottimale si consiglia di scegliere un posto semi-ombreggiato (o in piena ombra) del giardino, senza il timore che possa soffrire per la mancanza di sole o per il caldo non sufficiente. L’Arum italicum, infatti, resiste perfettamente ai rigori invernali e non ha bisogno di pacciamatura o copertura della parte aerea.

In primavera-estate necessita di innaffiature non troppo abbondanti, purché il terreno circostante si mantenga sempre umido, mentre in inverno si possono anche sospendere le operazioni di irrigazione, lasciando che la pianta provveda in modo autonomo al proprio fabbisogno d’acqua. Si moltiplica per semina, utilizzando i semi contenuti nelle bacche, o per divisione di cespi ad inizio primavera o in autunno.

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