Caladium, ecco come si può coltivare in modo profittevole

di Daniele Pace

È arrivato il momento della messa a dimora per chi sta coltivando il Caladium oppure anche della fase della divisione dei tuberi. Per chi non lo conoscesse ancora, si tratta di una pianta tipicamente da interni, che presenta un aspetto decisamente moderno e anche accattivante.

Caladium, consigli per la coltivazione di questa pianta erbacea

Il caladio, che viene chiamato anche Caladium, si caratterizza per essere una pianta erbacea molto delicata, che fa parte della famiglia delle Aracee e deriva tipicamente dalle foreste tropicali che si trovano nell’America Latina. Un aspetto che chiaramente presenta tutte le caratteristiche della famiglia da cui deriva. Ad esempio, può contare sulla presenza di foglie lanceolate, da cui si sviluppano delle infiorescenze tradizionalmente a spata, contraddistinte da una colorazione bianco-verdastro, che in effetti non è molto appariscente.

Sempre più persone, però, decidono di puntare sulla coltivazione del Caladium per via delle sue foglie notevolmente ornamentali, che presentano delle tonalità molto vivaci e altrettanto variegate. Il fondo di colore verde che caratterizza la lamina, infatti, presenta delle decorazioni che derivano dall’intrecciarsi di striature rosa, rosse o bianche.

Il Caladium è una pianta tipicamente perenne con una radice tuberosa. Tra le sue principali caratteristiche troviamo sicuramente il fatto di occupare poco spazio. Quando la si coltiva in vaso, l’altezza non va oltre i 40 centimetri, così come l’ingombro ai lati non supera tale soglia.

La temperatura che tipicamente si trova in appartamento, che va da 18 fino a 22 gradi, è la soluzione perfetta per questa specifica pianta. Attenzione, però, alle elevate temperature, dal momento che al di sopra dei 24 gradi soffre e non poco. Meglio posizionarla lontana rispetto alle varie fonti di calore, così come rispetto a correnti d’aria e condizionatori.

L’aspetto più importante da curare è il terriccio, che deve essere universale oppure lievemente acido: fondamentale che rimane sempre un po’ umido, cercando comunque che l’acqua in eccesso venga drenata alla perfezione. Per la bagnatura, si consiglia di immergere il vaso all’interno di una bacinella d’acqua. La messa a dimora, da questo momento e per l’intera stagione primaverile, avviene all’interno di un contenitore con terriccio universale, mischiato a torba e a sabbia.

Per l’intera stagione vegetativa, il consiglio migliore da seguire è quello di conservare l’umidità del terreno sempre costante. Con una frequenza pari ad una volta ogni tre settimane, va utilizzato anche un concime equilibrato: meglio optare per una soluzione liquida, che deve essere diluita seguendo il dosaggio riportato sull’etichetta.

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