Semine di settembre, le cime di rapa

di Daniela

Oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle verdure da seminare a settembre e lo facciamo con la cima di rapa, botanicamente Brassica rapa, che nonostante derivi dalla rapa, è una variante a parte e infatti, si differenzia dalla rapa comune per il ciclo annuale e per la radice che non si gonfia.

La cima di rapa, che appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, è un ortaggio originario delle regioni del Sud, tanto che pare sia stato diffuso in America, in Canada e in Australia, dagli emigranti italiani all’inizio del XX secolo.

Le parti della cima di rapa che vengono utilizzate sono le foglie, i fiori e i bottoni fiorali; la semina avviene in estate e in autunno, mentre il raccolto deve essere effettuato quando sarà presente l’infiorescenza, orientativamente tra i 40 e i 60 giorni, recidendo gli steli a circa 10 centimetri da terra; conservate le cime di rapa raccolte in frigo e consumatele prima che le infiorescenze diventino gialle.

Come dicevamo, la semina delle cime di rapa avviene generalmente tra luglio e settembre, anche se al sud si praticano semine invernale per la produzione primaverile. La semina della cima di rapa avviene ad una distanza di 40-50 centimetri tra una pianta e l’altra lungo file di circa 30 centimetri, ad una profondità di un centimetro.

La cima di rapa può essere utilizzata in diversi modi: condita semplicemente con olio e limone, bollita e, in ogni caso, come accompagnamento per cibi poco saporiti grazie al suo sapore piccante; inoltre, le cime di rapa sono l’ingrediente principe di una specialità della cucina pugliese, ovvero le orecchiette alle cime di rapa.

Le cime di rapa contengono molte proteine, vitamine del gruppo A, B e C, calcio e fosforo, e sono particolarmente indicate per le donne in gravidanza per il loro alto contenuto di folato, utile per la salute del neonato.

 

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