Fico d’india, 4 consigli di coltivazione

di Valentina

Il fico d’India è senza dubbio una delle cactacee più amate in Italia. La cui coltivazione è ricercata per via dei suoi dolci frutti. Ecco qualche consiglio per tentare di ottenere un raccolto gustoso anche alle nostre latitudini, tenendo conto del fatto che parliamo di una pianta tropicale.

1. Esposizione

L’esposizione corretta è uno dei principali fattori dei quali tenere considerazione quando si parla di fichi d’india. Il cactus ha infatti bisogno di alte temperature e tanto sole diretto. Non dobbiamo preoccuparci della loro tenuta. Esso fa parte di quelle chiamate “piante del deserto“, ovvero abituate a vivere con temperature molto alte di giorno e molto fredde di notte. Non bisogna dimenticare che i loro fusti sono in grado di catturare ed immagazzinare l’acqua che hanno assorbito a lungo.

2. Coltivazione in vaso

E’ possibile anche una coltivazione in vaso fruttuosa del fico d’India. Ma soprattutto se tenuto in appartamento o in terrazzo dietro delle vetrate è necessario spostare l’esemplare in leggera ombra per evitare un’eccessiva concentrazione dei raggi. Generalmente non esistono problemi a quest’approccio colturale.

3. Annaffiature

L’annaffiatura del fico d’india deve avvenire quando il terriccio è completamente secco.  E’ calcolato che nel periodo più caldo, quello primaverile ed estivo, è necessaria un’irrigazione a settimana, che deve scendere ad una mensile nel corso del periodo autunno-inverno. E’ importantissimo evitare i ristagni d’acqua che potrebbero far marcire la pianta.

4. Terreno

Questa pianta tropicale si adatta senza particolari problemi all’uso di qualsiasi terreno di coltura sebbene, sopratutto nel caso della coltivazione invaso sia consigliato usarne uno specifico eseguendo dei rinvasi periodici ogni anno nel periodo primaverile.

Photo Credit | Thinkstock

 

 

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