La gardenia, il fiore d’Ottobre

di Roberta

Fin dai tempi più antichi il profumo è considerato una delle prerogative essenziali per determinare il pregio di un fiore, anche perché nella fragranza delle corolle gli uomini hanno sempre creduto di ravvisare una componente magica. Non è difficile, a questo punto, individuare una delle ragioni che hanno determinato la grande popolarità di uno dei fiori più profumati: la Gardenia.

Legata a vicende letterarie e sentimentali, usata come ornamento muliebre in uno dei periodi più romantici della storia, dalla fine del ‘700 all’inizio del nostro secolo, la Gardenia simboleggia l’«ammirazione», la «galanteria» e la «purezza dei sentimenti».

Purtroppo il rigore invernale del nostro clima, almeno per quanto riguarda le regioni più settentrionali d’Italia, non ci consente di coltivare ovunque in pien’aria le varie specie di Gardenia. È possibile conservare questa pianta in appartamento tenendo presente che gli esemplari di Gardenia non possono vivere costantemente in ambiente chiuso se non in serra e quindi si possono portare in casa solamente quando stanno per fiorire.

Terminata la fioritura, le piante debbono essere riportate all’aperto, avvolte in un foglio di plastica lasciato piuttosto sciolto verso il basso per consentire il passaggio dell’aria; debbono essere tenute sotto un portico o in una veranda dove nei mesi invernali la temperatura rimanga fra i 12 e i 16 gradi. A primavera, i vasi possono essere sistemati in giardino sotto la chioma di un albero o spostati in luogo aperto, in un cortile o sul balcone, ma sempre in ombra o mezz’ombra. Nelle regioni costiere e nell’Italia centro-meridionale le Gardenie possono stare in giardino anche in pieno inverno, senza protezione, purché vengano riparate dal vento per mezzo di stuoie.

È altrettanto importante riparare le Gardenie dal vento che soffia dal mare perché il pulviscolo atmosferico carico di salmastro finirebbe per bruciare il fogliame e far annerire rapidamente i fiori non appena sbocciati.

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