Impianti fotovoltaici, portatori di benefici ambientali

di Redazione

Gli incentivi statali messi in atto nell’ultimo periodo hanno spinto l’installazione impianti fotovoltaici da parte di un gran numero di persone, non solo in contesti privati, ma anche presso realtà aziendali. L’integrazione dei moduli in un pannello fotovoltaico consente di produrre energia elettrica sfruttando i raggi solari, questo perché all’interno di ogni modulo sono presente delle celle fotovoltaiche capaci di convertire la luce solare in energia. Generalmente i pannelli solari vengono posti sui tetti degli edifici, anche se non vengono escluse nuove modalità di applicazione degli stessi, curandosi di non danneggiare il decoro urbano, così da utilizzare al meglio gli spazi a disposizione.  Diventerà frequente l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra, costruiti per entrare in sinergia col territorio.

Entro il 2030 l’obiettivo è aumentare la produzione del fotovoltaico tra i 6 e gli 8 GW ogni anno, compatibilmente con l’innalzamento dei consumi. La domanda di energia pulita si farà dunque maggiore col passare del tempo, e il mercato fotovoltaico dovrà essere in grado di stare al passo con le necessità della società, andando a creare benefici per l’uomo e per l’ambiente.

Un aiuto per l’ambiente

L’impatto positivo che un impianto fotovoltaico ha sull’ambiente è risaputo: l’energia elettrica ricavata dalla conversione della luce solare è pulita, non richiede processi inquinanti o reazioni chimiche, in quanto non vi è emissione di gas serra, a differenza di quanto avviene per le fonti convenzionali di approvvigionamento. Le stime affermano che per ogni kWh prodotto si evita la formazione di oltre 500 grammi di CO2: ciò significa che l’ambiente viene tutelato dalla diffusione dannosa di gas serra, rispettando i patti di Parigi servendosi di una fonte rinnovabile come il sole, presente in maniera indissolubile. La gestione e la produzione degli impianti fotovoltaici deve essere svolta in modo etico, così come lo smaltimento: chi produce fotovoltaico deve incaricarsi del ritiro e dello smaltimento, aderendo a un consorzio certificato per svolgere tali attività una volta che il sistema giunge alla fine del suo ciclo di vita.

L’azione del fotovoltaico nel mondo

Le crisi provocate dalla pandemia non hanno fermato la crescita del fotovoltaico a livello mondiale, anzi è stato stimato un aumento del 5% rispetto al 2019, pari a 115 GW. Naturalmente ci sono state delle interruzioni a inizio 2020, ma si pensa che l’incremento delle installazioni continuerà a un ritmo sostenuto fino al 2025. Un ruolo importante in questo senso lo ha avuto la Cina, che ha spinto il settore chiudendo con 39 GW di installazioni, di cui 27 GW realizzate solo nella seconda metà dello scorso anno.  Non male per un Paese che entro il 2060 vuole raggiungere la neutralità carbonica. L’India ha subito una tendenza inversa, segnando un -42% rispetto al 2019, livello più basso di installazioni dal 2016. In Europa spicca la Germania tra le eccellenze fotovoltaiche, che ha raggiunto 4,5 GW di installazione nel 2020, grazie all’aiuto di alcune politiche che hanno previsto la rimozione del tetto di 52 GW, incentivando in questo modo l’installazione di nuovi impianti. E l’Italia? Dopo una battuta d’arresto che ha riguardato i mesi di marzo e aprile in particolare, periodi di chiusura a causa del lockdown, c’è stato un nuovo slancio che ha visto l’aumento di nuove installazioni, tanto che a giugno si è arrivati alla produzione di 71,6 MW. Il primo semestre dell’anno si è chiuso positivamente nonostante tutto, segnando un incremento rispetto al 2019 del 12%.

Esempi di applicazione del fotovoltaico

Alcuni progetti a livello mondiale si sono distinti più di altri per la loro capacità di ottenere energia pulita attraverso il rispetto dell’ambiente, realizzando impianti di un certo pregio, e si trovano principalmente negli Stati Uniti. Nel Tennessee, precisamente all’aeroporto di Chattanooga, è stato costruito un complesso composta da due parchi solari da 2,1 MW, che producono l’85 % del fabbisogno di cui necessita l’aeroporto, anche se l’obiettivo della struttura è di arrivare in futuro a 3 MW, rendendola così energicamente autonoma. La più potente torre di energia solare al mondo fino al 2014 l’ha avuta la Spagna, nel suo aggregato Planta Solar, che detiene due complessi di impianti: quello maggiormente esteso riesce ad alimentare 10 mila abitazioni, grazie ai suoi 48 megawatt prodotti all’anno. Topaz Solar in California invece produce un fabbisogno sfruttabile da 180 mila case, con i suoi 550 megawatt rilasciati da 9 milioni di moduli fotovoltaici. I benefici per l’ambiente di questa struttura vengono sottolineati dalle 407 mila tonnellate di anidride carbonica che evitano di essere disperse ogni anno nell’atmosfera.

Cambiando continente, in Cina, precisamente a Datong, c’è un impianto fotovoltaico a forma di panda gigante, che integra al suo interno due tecnologie solari all’avanguardia: le parti nere dell’animale, corrispondenti alle orecchie e alle braccia, sono costituite da celle solari di silicio monocristallino, mentre le restanti zone sono composte da celle solari a film sottile. Tutto ciò si tradurrà nella produzione, durante i prossimi 25 anni, di 3,2 miliardi di kWh di energia pulita.

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