Malva, il rimedio per tutti i mali

di Gioia Bò

A vederla dominare prati e sterrati incolti, non si direbbe che sia così ricercata. E invece la Malva è una pianta non solo gradevole per la vista, ma anche particolarmente utile a livello officinale, tanto da essere una delle più usate sia nella medicina tradizionale che in quella alternativa.

Ma andiamo per ordine e cominciamo col dire che appartiene alla famiglia delle Malvacee, molto diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.

In natura si trova per lo più allo stato spontaneo, ma vista la grande utilità e la bellezza estetica, non è poi così raro che venga utilizzata anche per la decorazione di aiuole e bordure, sia per le verdi foglie caratteristiche nella forma, che per il rosa venato con striature violacee dei suoi fiori.

La coltivazione della Malva è estremamente semplice e non richiede cure continue e costanti. Basta rispettarne la collocazione (preferibilmente in pieno sole) ed il bisogno idrico (poca acqua da distribuire solo nei periodi più caldi della stagione, quando la pioggia tende a scarseggiare). Non ha bisogno di concimazione, mentre per la potatura ci si limiterà all’eliminazione dei fiori secchi o appassiti.

E veniamo ora all’utilizzo medicinale della pianta, partendo dal significato del nome che deriva dal latino “mollire” (ammorbidire) e ancor prima dal greco “malakos” (calmante). I fiori e le foglie della Malva, infatti, opportunamenti trattati, si usano per lenire i fastidi provocati dalle infiammazioni della bocca (in particolare dei denti) e dalle infiammazioni dell’apparato digerente ed urinario.

Inoltre questa pianta trova largo utilizzo nella prepazione di dentifrici, creme e colliri, sempre allo scopo di combattere le infiammazioni dei vari apparati. Pensate che nell’antichità la Malva veniva considerata un ottimo rimedio per qualunque tipo di male ed usata persino per “il mal d’amore”, essendo in grado di contrastare l’effetto degli afrodisiaci.

E concludiamo con una curiosità: avere in giardino una pianta di Malva, significa liberarsi dalla visita di fastidiosi “ospiti”, vista la capacità di attirare su di sé gli insetti.

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