Nidulario, abbeveratoio naturale

di Redazione

II nome scientifico del Nidularium deriva dal vocabolo latino nidulus, diminutivo di nidus (nido) a indicare la particolare disposizione dell’infiorescenza che nasce, di solito, dal centro della rosetta di foglie centrali, dispo­ste, appunto, come in un nido.

Queste belle piante erano del tutto scono­sciute in Europa, sino alla metà dell’ ‘800, ma in seguito si diffusero con un ritmo assai veloce, in considerazione della bellezza e del valore decorativo delle varie specie. Ad ac­crescere l’interesse del pubblico nei con­fronti del Nidulario, contribuì senz’altro la creazione di moltissimi ibridi, ottenuti do­po lunghi ed elaborati incroci, che presenta­no fogliame variamente striato e macchiato, ravvivato al centro dalla inconfondibile ro­setta rossa, porpora o corallo da cui si alza, snello ed elegante, lo stelo che porta l’infio­rescenza che può essere bianca, viola o blu.

Una curiosità scientifica riguarda l’abitudine di alcuni rettili, dei minuscoli uccelli «mo­sca» e dei colibrì, di andare ad abbeverarsi proprio nella pozzetta d’acqua che si for­ma nel cuore dei Nidulari, al centro della rosetta di foglie.

I nidulari acquistano il loro massimo rilievo decorativo se utilizzati in singoli esemplari, oppure in gruppo, ma possibilmente non ac­canto ad altre specie. La soluzione decora­tiva più bella e interessante, avendone la possibilità, è quella di appoggiare i vasi di nidulario su larghi vassoi coperti di ghiaia e completati con qualche grosso ciottolo di fiume, allo scopo di far meglio risaltare il portamento e il colore del fogliame. In tal modo acquista maggior rilievo anche la vi­va macchia cromatica nella rosetta centrale e dell’eventuale infiorescenza.

Queste piante non esigono cure diverse da quelle riservate alle altre specie d’apparta­mento. Occorre comunque tener presente che il nidulario risente particolarmente del­l’atmosfera secca e surriscaldata degli appar­taménti, per cui è bene che nel centro del­la rosetta formata dalle sue foglie vi sia sem­pre una piccola quantità d’acqua, tanta quan­to un cucchiaino da té, per assicurargli l’umidità necessaria. Per nutrire le piante ba­stano somministrazioni mensili di estratto di alghe. Il nidulario necessita di annaffiature settima­nali nella dose di 1/4 di litro circa per pian­ta. Prima che appaia l’infiorescenza, è con­sigliabile irrorare ogni cinque o sei giorni il fogliame, impiegando acqua riposata, o me­glio ancora acqua piovana.

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