Parassiti delle rose, l'argide

di Marion

Avete mai notato sulle vostre rose un simpatico bruco di un bel colore verde brillante? Sono sicura che lo avete trovato delizioso. Almeno io pensai questo, che era davvero carino, prima di scoprire che le foglie delle rose sono la sua passione. Si tratta infatti della larva di un insetto, l'Arge rosae (comunemente noto come argide o tentredine della rosa) che si nutre abbondantemente delle foglie di tutte le Rosaceae.

Difficile da individuare per via del suo colore, che gli permette di mimetizzarsi perfettamente tra le fronde, l'argide è facilissimo da riconoscere e vive in gruppo sul fogliame attaccando anche i rami più giovani della pianta. Allo stadio adulto (le larve si trasformano in aprile-maggio) diventa un insetto nero con l'addome giallo e alcune parti delle zampe di colore bianco, lungo all'incirca cinque o sei millimetri.

Questo fitofago crea danni già nel momento in cui le femmine depongono le loro numerose uova, dato che il loro insediamento prima e la schiusa poi, causano lesioni, lunghe anche diversi centimetri, sulla superficie dei rami semi-legnosi. Queste lesioni sono speso all'origine di deformità e disseccamento del ramo ed espongono la pianta all'attacco di malattie fungine.

Le larve sono capaci di divorare l'intera foglia lasciandone intatta solo la nervatura centrale. Il modo meno cruento per eliminare l'argide è rimuovere le larve una per una con una pinzetta e mettersi alla ricerca dei getti ospitano le uova (disposte in fila o a spina di pesce a seconda della specie) per eliminarli.

In caso di infestazione massiccia si può ricorrere, con molta cautela, a insetticidi piretroidi o fosforganici.

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