Parassiti delle piante: la Psilla

di gianni puglisi

La Cacopsylla pericola è un parassita delle piante che si diffonde sui frutti, sui boccioli e nella parte inferiore delle foglie delle piante ornamentali e da frutto, causandone ingenti danni. Questo insetto succhiatore, meglio conosciuto come Psilla, è in grado di causare gravi debilitazioni nelle piante colpite, con conseguente riduzione della produzione di fiori e frutti, per due motivi: il primo è dovuto dagli attacchi stessi che sono piuttosto massicci, il secondo è provocato dalla copertura di melata che favorisce lo sviluppo di fumaggine.

Gli insetti Psilla adulti raggiungono una lunghezza che va dai 2 ai 3 centimetri, e sono di colore rossastro con l’addome scuro e con ali lucide e spioventi. Di solito svernano sotto la corteccia degli alberi e riprendono la loro attività in marzo, deponendo 4 o 5 generazioni uova sui rami, sui germogli e sulla corteccia delle piante.

La Psilla è un insetto che attacca soprattutto gli alberi da frutto, in particolar modo il pero, tanto da provocare la cosiddetta “moria del pero”, ma non risparmia nemmeno le piante ornamentali. Nonostante sia così pericoloso, questo parassita ha molti nemici tra gli altri insetti, come le coccinelle che si nutrono proprio di uova di Psilla.

La lotta alla Psilla viene condotta su larga scala con criteri guidati e integrati, da adottare al superamento della soglia e avvalendosi proprio dei nemici naturali di questo parassita; le soglie di intervento sono a metà giugno e a fine giugno in presenza di melate o danni sui frutti. In caso di attacco su piccola scala si può ricorrere agli insetticidi chimici, avendo cura, prima di spruzzarli, di lavare la melata presente nella pianta con una soluzione a base di sale di potassio.

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