Piante tappezzanti: l’Artiglio del diavolo

di Redazione

Il nome sembrerebbe fuori luogo per un sito di giardinaggio, ma c’è una ragione ben precisa dietro il curioso appellativo dell’Harpagophytum procumbens, comunemente conosciuto come Artiglio del diavolo.

Secondo alcune fonti, tale denominazione deriverebbe dalla capacità delle radici (fatte ad uncino) di pungere le zampe degli animali che vi si avvicinano, provocando poi un dolore tale da farli saltare come indemoniati. Secondo un’altra tesi, invece, gli animali resterebbero impigliati e, non riuscendo a liberarsi, sarebbero condannati a morire di fame.

Qualunque sia la sorte delle povere bestie, comunque, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una pianta che produce radici molto pericolose, capaci di intrappolare e colpire con delle punture micidiali. Tuttavia, non bisogna lasciarsi spaventare dalla pericolosità della pianta ed è opportuno invece considerarne l’aspetto ornamentale ed officinale.

L’Artiglio del diavolo è infatti una pianta tappezzante molto decorativa, con foglie carnose e picciolate e splendidi fiori dal colore porpora. E’ originaria dell’Africa del Sud, in particolare delle zone della savana e del deserto. Ed è proprio per la sua origine che riesce a sopportare tranquillamente il caldo opprimente, mentre teme più di ogni altra cosa il freddo e le gelate notturne.

Per una coltivazione ottimale, dunque, è bene porre la pianta in una zona soleggiata, innaffiandola solo nei periodi di eccessiva siccità. Il terreno deve essere composto per lo più da sabbia ed in ogni caso deve avere un buon drenaggio, per evitare i ristagni, nemici dell’apparato radicale. Si propaga per semina nel periodo primaverile e per la potatura è sufficiente liberare la pianta dalle parti secche o rovinate.

Di particolare rilievo è il suo utilizzo in campo medicinale.  Fin dall’antichità l’Artiglio del diavolo viene usato per lenire i dolori articolari, siano essi dovuti a tendiniti, contusioni, sciatica o reumatismi, ma anche come tonico nel caso di indigestione. Insomma, il nome forse incute timore, ma le sue proprietà sono utilissime sia nella medicina tradizionale che in quella fai da te.

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