Tecniche di propagazione: la margotta

di Daniela

La margotta è una tecnica di propagazione delle piante, usata in alternativa alla talea, che si basa sul far radicare un ramo ancora attaccato alla pianta madre. Una volta scelto il ramo da far radicare, va incisa la corteccia con un coltello, e asportato un anello all’incirca dell’altezza del diametro del ramo; una volta tolta la corteccia, va cosparso sulla parte rimasta un ormone radicante, e poi va circondato con il terriccio o con la torba.

A questo punto, il resto dell’anello senza corteccia con il terriccio va avvolto in un sacchetto di plastica scuro in modo da conservare l’umidità necessaria per far avvenire la formazione delle radici, anche se ogni tanto bisognerà comunque bagnare il terriccio con una siringa. Quando il sacchetto sarà pieno di radici, bisognerà separare il ramo della pianta madre e metterlo a dimora n un vaso. Il periodo migliore per propagare le piante con la tecnica della margotta è maggio-giugno, perché le temperature sono più alte e stabili.

Come ogni tecnica di propagazione, anche la margotta, riesce meglio con alcune specie di piante piuttosto che con altre; quelle particolarmente adatte ad essere moltiplicate per margotta sono il melograno, l’olivo, i ficus e per i bonsai, perché rispetto alla talea permette di ottenere piante di maggiori dimensioni.

Esistono tre tipi di margotta: quella aerea, utilizzata per le piante ornamentali e tropicali, che si fa avvolgendo un ramo in un sacco pieno di terra legato alle due estremità; la margotta ad archetto, detta anche propaggine semplice adatta per le piante ornamentali, e la margotta di ceppaia, impiegata per i portainnesti delle piante da frutto.

[via] [it.wikipedia.org]

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