Lavori di ottobre: come moltiplicare per talea le camelie

di Valentina

Tra i lavori di ottobre previsti per il giardino, vi è senza ombra di dubbio quello della moltiplicazione per talea delle camelie. Una operazione effettuabile con successo nel mese di luglio e che nelle zone temperate raccoglie successo anche in questo mese autunnale. Oggi scopriremo insieme come fare per ottenere delle piantine uguali alla pianta madre, in modo da poter usufruire della bellezza di questo fiore in maniera più ampia.

La prima cosa che deve essere fatta è ovviamente quella di  scegliere un ramo definito comunemente “dell’anno corrente”, ovvero che in questo periodo sta passando dal verde al marrone. E’ necessario prelevare da lì la talea, cercando di ottenerne una compresa tra i 10 ed i 20 cm. Vi ricordiamo che anche in questo caso, come sempre quando si deve lavorare su rami ed arbusti, è necessario utilizzare uno strumento specifico per tali lavori o un coltello adeguatamente affilato.

Per una buona riuscita della talea, è necessario poi staccare tutti gli steli rasenti rimasti e togliere le foglie più basse lasciando solamente quelle vicine all’apice. Il rametto dovrà poi essere tagliato con attenzione sotto la gemma fogliare più bassa e scorticato alla base, avendo cura di eliminare qualche piccola sfoglia di corteccia.

A questo punto, una volta preso un vasetto adeguato (bastano 10 cm di diametro, n.d.r), si potrà interrare la talea,  riempiendo il vasetto di un terriccio pregno di nutrimento.  Scegliere una posizione per questo virgulto sarà abbastanza semplice. Sebbene il consiglio dei botanici sia quello di utilizzare magari un cassone coperto da vetri, per proteggerlo e al contempo dargli la giusta esposizione, l’importante è che si scelga una posizione protetta e luminosa. Per ottenere la giusta umidità per talea, basterà ricoprire il vasetto con un sacchetto di plastica dotato di buchi.

Il resto lo farà il tempo: Serviranno tre mesi per la radicazione e almeno un anno per la definitiva messa a dimora nel terreno.

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