Rooibos o Aspalathus linearis, pianta del tè rosso

di Valentina

L’Aspalathus linearis, conosciuto con il suo nome africano Rooibos è un arbusto tipico del continente africano dal quale si ricava quello comunemente noto come tè rosso per via dell’aspetto della tisana ottenuta da questo esemplare.

Esso è considerato, tra benefici e controindicazioni, come una delle nuove panacee contro tutti i mali. A livello tecnico parliamo di una pianta leguminosa. Essa si trova solo nella regione del Cederberg dello stato del Sudafrica. Questo è dovuto alle caratteristiche dell’arbusto ed alle sue necessità di sviluppo. La sua coltivazione non è sempre stata facilissima nemmeno nella sua terra d’origine. I nativi della zona infatti usufruivano delle piante spontanee di Rooibos che crescevano nei terreni. Fu solo nel 1904 che Benjamin Ginsberg, un colono sudafricano di origine russa e discendente da una famiglia di commercianti di tè, iniziò a commerciare le foglie dell’Aspalathus linearis con le popolazioni Khoisan che lo raccoglievano.

Tale approccio richiese però il tentare una coltivazione su larga scala resa difficile dalla dimensione dei semi della pianta. Essi sono molto piccoli e la difficoltà maggiore, quasi un secolo fa, fu proprio quella di riuscire a raccoglierne abbastanza per iniziare una vera e propria piantagione. Furono una donna e la sua capacità di osservazione a rendere la coltivazione del Rooibos una realtà: le formiche, ghiotte dei semi, li raccoglievano e li mettevano da parte.

Sarà mai possibile provare una coltivazione in Italia? In alcune zone del mondo è stato tentato un simile esperimento per beneficiare, in regime di agricoltura biologica, delle proprietà della bevanda che se ne ricava.

 

 

 

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