Pesticidi, gli specifici

insetticidi

Oltre a quelli che abbiamo già visto nell’articolo “Pesticidi, capiamo i modi in cui agiscono” esistono altri tipi ancora di pesticidi:

Acaricidi: sono prodotti chimici speciali usati per eliminare tutti gli apparte­nenti alla famiglia dei ragni, che sono parti­colarmente pericolosi per le piante d’appar­tamento e soprattutto difficili da eliminare, come il ragnetto rosso. I più potenti acarici­di, utili anche contro bruchi e insetti mina­tori, sono limitati all’uso commerciale, ma alcuni di loro, che hanno anche proprietà insetticide, vengono usati per le piante d’appartamento.

Nematicidi: anche questi prodotti chimi­ci sono specialistici e sono stati indicati in particolare per eliminare i nematodi (vermi) come le anguillule. Le anguillule sono vermi microscopici che vivono nei tessuti malati delle piante; i nematicidi sono forte­mente tossici; pertanto, in genere,

questo prodotto non è disponibile per tutti, ma è riservato ai coltivatori professionali.

Pesticidi, capiamo i modi in cui agiscono

pesticidi2

I pesticidi sono dei composti complessi che possono essere ricavati da sostanze naturali come il piretro che viene estratto da una pianta e non è tossico né per l’uomo né per gli animali e i vegetali. Molto più numerosi sono quelli di sintesi, ossia ricavati da sostanze chimiche dopo molti anni di ricerca. L’effetto di ogni pesticida varia secondo il particolare insieme di componenti chimici da cui è costituito ed agisce in modo differente a seconda della maniera in cui l’insetto viene a contatto con il veleno.

Ma vediamo adesso come agiscono i pesticidi.

Pesticidi a contatto: essi agiscono solo quando il parassita li tocca e ciò significa che è assolutamente importante che tutte le parti infette della pianta vengano irrorate.

L’insetto può essere avvelenato sia dall’effetto diretto dell’agente chimico sul suo corpo oppure ingerendo o camminando sopra il tessuto avvelenato della pianta sul quale il prodotto chimico è stato applicato.

Molti di questi insetticidi sono addizionati con speciali sostanze fluide in grado di aumentare il potere della soluzione chimica di entrare nel tessuto della pianta. Alcuni insetticidi a contatto contengono anche fungicidi.

Pesticidi, impariamo a conoscerli

pesticidi

L’argomento pesticidi è molto complesso e può ingannare anche il più esperto giardi­niere. Sono ormai passati i giorni in cui c’era un solo prodotto chimico, il DDT, che sembrava risolvere ogni problema. Oggi è disponibile un vero e proprio arsenale estremamente sofisticato per affrontare tut­te le possibili infestazioni dei parassiti ani­mali e vegetali che insidiano le piante non solo d’interesse agricolo ma anche coltivate in appartamento.

Il termine ‘pesticida’, in­fatti, designa tutta una serie di prodotti chimici che hanno usi specifici o generali. Tali prodotti comprendono la vasta catego­ria degli insetticidi e quei composti adatti a combattere ragni, vermi, pidocchi, chiocciole, funghi, che sono tra i nemici più frequenti per le piante da vaso.

Come molti prodotti chimici,

i pesticidi sono quasi tutti tossici, in particolare sono dannosi per l’uomo e gli animali e, se ado­perati in dosi errate, anche per le piante.

La tossicità non sempre è espressa dalla vele­nosità diretta del composto, dato che molti pesticidi, se hanno tendenza all’accumulo, possono risultare tossici anche per esposi­zione ripetuta a dosi subeffettive.

Disinfestazione e disinfezione: quando e come

margherita africana

Può accadere che piante da appartamento 0 da piena aria, erbacee o arboree, coltivate in aiuola o in vaso, in pieno sole oppure in ombra avvizziscano da un  giorno all’altro, presentino fogliame deturpato o rosicchiato e, infine, mostrino chiaramente di essereprossime all’essiccazione.  La ragione di uncosì rapido deperimento dipende dalla presenza di parassiti animali o vegetali.

Vi sono, per esempio, dei parassiti che si nutrono di tessuti vegetali, altri che si servono delle foglie o degli steli delle piante per farne un comodo nido alle proprie uova e quindi alle larve che hanno bisogno di «mangiare» e traggono il proprio sostentamento dalla lamina fogliare oppure dal tenero midollo dei rami e dei germogli, togliendo vitalità alla pianta e non di rado causandone la morte.

A volte parassiti veri e propri non se ne vedono, eppure la pianta risulta ugualmente «ammalata». In questo caso si tratta di particolari microrganismi (funghi, muffe e batteri) che, nutrendosi a spese della pianta, provocano alterazioni più o meno gravi.

Ma, quando, allora disinfestare?