Biancospino, secolare amico del benessere

di Marion

Sotto il nome di biancospino vanno due specie di piante, Crataegus oxyachanta o laevigata e Crataegus monigyna, appartenenti alla famiglia delle Rosaceae. In entrambi i casi si tratta di arbusti che possono raggiungere anche dimensioni considerevoli (fino a 5 metri di altezza) e appaiono dotati di rami spinosi e fogliame sparso.  Il biancospino produce i tipici fiori bianco-rosati tra Maggio e Giugno, mentre per la maturazione dei suoi frutti, bacche rosse di forma ovale e dotate di nocciolo, bisogna attendere la fine dell’estate.

Si tratta di una pianta perenne molto longeva, può sopravvivere infatti fino a 500 anni, diffusa in Europa, in Asia occidentale, in Nord America e nell’Africa settentrionale dove cresce spontanea nelle boscaglie in zone montane ed è molto nota per il suo impiego erboristico come ipotensivo, cardiotonico, astringente e febbrifugo. Contiene infatti numerosi principi attivi fra cui flavonoidi, tannini, acidi polifenoli, triterpenici, saponine.

Le parti utilizzate della pianta sono i fiori, che vengono raccolti ancora in bocciolo, i frutti essiccati in forno e la corteccia dei giovani rami (estratta nel mese di Febbraio); da queste si ottengono tinture, compresse, capsule, gocce, infusi e decotti utili nei casi di palpitazioni cardiache, insonnia, stress e tensione emotiva. Tutti medicamenti che andrebbero comunque assunti sotto controllo medico per via del loro impatto sull’apparato cardiocircolatorio.

Curiosità: si narra che Giuseppe d’Arimatea dopo aver raccolto il sangue del Cristo e averne tumulato il corpo sia partito alla volta dell’Inghilterra. Una volta giunto nell’isola vide sorgere un rovo di biancospino lì dove aveva piantato il suo bastone e accanto a questo edificò la prima chiesa inglese. Secondo la leggenda i candidi fiori simboleggiano l’immacolata concezione, mentre i fiori rossi e i rami spinosi il supplizio di Gesù; proprio nel Medio Evo si diffuse la leggenda che la corona di spine fosse intrecciata con rami di biancospino.

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