Centrotavola: tre piccole idee

di Sara Cattaneo Commenta

 

“Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre”

Italo Calvino, da Marcovaldo.

La gerbera, il cui nome deriva da dal cognome del naturalista tedesco Traugott Gerber, amico del più conosciuto Carlo Linneo, appartiene alla famiglia delle Astaraceae; ne esistono circa 70 specie, tra le quali la più conosciuta é Gerbera jamesonii, detta anche Margherita del Transval (questo perchè il fiore è molto simile a una margherita, e perchè il Transvaal è la regione dell’Africa meridionale da cui questa pianta proviene). Fu portata in Italia per la prima all’inizio del ‘900, ed oggi è certamente molto diffusa. Viene usata infatti sia come pianta ornamentale che recisa nelle composizioni e negli allestimenti floreali. Infatti ne esistono di molti colori diversi, il che permette di utilizzarla per creare composizioni di diverso tipo.

Oggi presentiamo delle composizioni di dimensioni piuttosto contenute, che presentano proprio delle gerbere tra i fiori utilizzati, che possono essere indicate come centritavola dalle dimensioni poco impegnative. Si tratta di composizioni dalla forma rotonda, in cui i fiori sono inseriti in modo piuttosto compatto.
La prima ha come base un piccolo cilindro di spugna, che è stato ricoperto di cellophane per evitare gocciolamenti, ed avvolto in una foglia di aspidistra chiusa da un filo di lana color lilla. Questa composizione ha un aspetto romantico e disordinato, contiene rose di un lilla tenue, margherite, boccioli di lisianthus bianchi, ranuncoli e verde ornamentale a chiusura.
La seconda composizione, sempre dalla forma rotonda e compatta, è un po’ più grande come diametro, ed è composta da fiori nei toni del rosa e del giallo: rose, mini gerbere, boccioli di lisianthus. La base, costituita da un contenitore di plastica alto circa 3 cm all’interno del quale ho inserito la spugna bagnata, è decorata con della juta legata da un nastro di lino rosa. La terza è un “pasticcino floreale”, posizionato all’unterno di un portapasticcino di carta, e composto da una gerbera rossa e boccioli di lisianthus. Può essere utilizzato anche come segnaposto. 

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