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Albero giuggiolo: cure e moltiplicazione

cure giuggiolo

Qualche giorno fa vi abbiamo descritto le caratteristiche dell’albero giuggiolo, oggi vi parleremo di come coltivarlo e prendervene cura. Il giuggiolo cresce in tutti i climi caldi e temperati, ovvero quelli dalle lunghe estati e autunni poco freddi; le zone ideali sono quelle costiere, le colline, oppure nei pressi dei grandi laghi.

Il giuggiolo è un albero che non teme il caldo stivo, basti pensare che può sopportare temperature fino a 40°; predilige i terreni drenati e profondi, mentre non riesce a crescere in quelli alcalini e argillosi. Questa pianta va messa a dimora a novembre prima dell’arrivo del gelo, oppure a inizio maggio, cioè quando le temperature si saranno assestate. La concimazione va effettuata in primavera utilizzando letame maturo o terricciato di letame.

Ci sono tre modi per propagare l’albero giuggiolo: per seme, ma è una pratica lunga e con risultati non sempre certi; per separazione dei polloni basali, che è quella più veloce e che dà origine a piante di varie taglie, e per talea semilegnosa, che serve a moltiplicare gli esemplari di pregio.

La potatura del giuggiolo serve per imporgli la forma desiderata e, quindi per gli esemplari da siepe o da giardino, e per eliminare rami morti o rotti; è sconsigliato ogni altro tipo di intervento, e la forma di allevamento dovrebbe essere libera. Il giuggiolo può essere coltivato anche in vaso, e in questo caso la pianta avrà una dimensione contenuta a patto di essere posta in contenitori profondi almeno 40 centimetri e di larghezza adeguata; nella coltivazione, per così dire domestica, la pianta è più sensibile agli agenti atmosferici, e quindi va curata come se fosse un arbusto ornamentale, da fertilizzare e annaffiare con cura.