Le giuggiole, ovvero i datteri italiani

di Daniela

Un albero molto diffuso in Veneto, Toscana, Campania e Puglia è il giuggiolo, il cui nome botanico è Zyziphus sativa, una pianta dalla folta vegetazione e dai particolari frutti. I frutti di questo albero sono le giuggiole, delle “palline” dalla forma oblunga o rotonda, che assomigliano ai datteri, che possono essere consumate essiccate o semi-appassite. Le giuggiole apportano più vitamine dei datteri, in particolare quelle del gruppo C.

La giuggiola è un frutto di origine cinese, arrivato in Italia circa 2000 anni fa attraverso l’Arabia; quelle nostrane, possono essere di due tipi: dalla forma oblunga o rotonda. All’inizio, questi frutti possiedono un colore verde, che piano piano si riempie di macchie, fino ad arrivare a diventare  marrone. I primi frutti sono pronti a settembre e gli ultimi ad ottobre, ma possono essere essiccati e conservati, in modo da essere consumati in seguito.

L’albero di giuggiolo è molto sviluppato nel senso della larghezza ed è capace di radicarsi nel suolo in modo da assorbire acqua e nutrienti anche nei terreni meno fertili. Alcuni esemplari possono arrivare a 10 metri di altezza anche se, di solito si fermano intorno ai 4 o 6 metri. La loro chioma è allungata ed espansa, con molti rami che gli conferiscono un aspetto piuttosto contorto. Le foglie sono di forma ovale e oblunga, e possiedono un bel colore intenso e lucido che rende la pianta ideale come ornamento dalla primavera fino all’autunno.

Per finire una curiosità: l’espressione “andare in brodo di giuggiole” che significa essere felici, deriva dal brodo di giuggiole, un liquore molto dolce a base di giuggiole essiccate che si preparava in Veneto.

Commenti (2)

  1. tutt’ok!…ma nn è scritto il periodo migliore x mettere a dimora le talee semilegnose del giuggiolo

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