Fertilizzanti e concimi servono davvero? Ecco il motivo

di Daniela

I concimi si dividono in due grandi categorie: quelli organici e quelli chimici; nella prima categoria, oltre allo stallatico, al letame ovino e alla pollina, rientrano anche cascami di lana, piume, farina i ossa e di pesce. I principali componenti, quali azoto, fosforo e potassio, ci sono rappresentati in proporzioni diverse così come lo è l’immediatezza dell’effetto.

Diversamente, la composizione dei fertilizzanti chimici è decisamente più immediata, perché sulla confezione dovrebbe essere indicato chiaramente la percentuale dei componenti, e in particolare dei tre più importanti elencati sopra. In aggiunta a questi tre principali elementi fertilizzanti, esiste una serie di elementi presenti in misura meno rilevante, come ferro, zolfo e magnesio.

L’assenza di alcuni di questi elementi nutritivi può provocare alterazioni nello sviluppo e nell’aspetto della vegetazione. A volte la sostanza è presente nel terreno ma la pianta non può assimilarlo, come nel caso del ferro, che essenziale per la formazione della clorofilla; in questo caso si manifesta una forma di clorosi manifestata dall’ingiallimento delle foglie, che si combatte con apporti di solfati di ferro. Le foglie possono subire alterazioni simili per la carenza di altri elementi nutritivi principali o secondari, come il fosforo o il boro.

In altri casi la presenza o meno di una sostanza determina o impedisce una specifica colorazione del fiore; ne è un chiaro esempio l’azzurramento delle inflorescenze nelle ortensie, che avviene soltanto in terreni che contengono sali di ferro e di alluminio, mentre in quelli dove non sono presenti queste sostanze, i fiori diventano rossi o rosa.

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