Depressaria del carciofo: insetto parassita

di Valentina

La depressaria del carciofo è un insetto parassita appartenente all’ordine dei lepidotteri ed alla famiglia degli oecoforidi.  Questo animale, come il nome indica apertamente, si ciba ed attacca il carciofo, ma non disdegna nel modo più assoluto anche le altre composite.

Questo ortaggio tanto gradito sulla nostra tavola, è anche il prediletto della depressaria del carciofo che su di esso si sviluppa in ogni sua fase di vita. Gli adulti hanno l’aspetto di farfalle dotate di 20-25 millimetri di apertura alare, dotate di ali anteriori di color bruno-rossastro accompagnate da tre maculature scure lungo la linea mediana. Le larve al contrario sono di colore rossastro da giovani: una volta giunte a maturità assumono invece un colore verde-giallastro e possono raggiungere i 20 millimetri di lunghezza.  Il danno più evidente causato dalla depressaria del carciofo è causato dalle larve, soprattutto appena nate. Esse rodono i germogli e le grandi nervature fogliari del carciofo. Attaccano anche i capolini che vengono sporcati dai loro escrementi. Essi vengono mangiucchiati lungo il loro asse o nell’infiorescenza, sia all’interno che all’esterno delle brattee.

Il ciclo biologico di questo insetto è più lento rispetto ad altri del suo stesso ordine. La depressaria del carciofo è un insetto fitofago che sverna nello stadio di “larva attiva” dentro a gallerie appositamente scavare dalla stessa nell’ortaggio. Con l’arrivo della primavera, generalmente in aprile, essa si incrisalida nel terreno, portando gli adulti a sfarfalla re per tutta l’estate e l’autunno, da giugno a novembre. La deposizione delle uova avviene nella pagina fogliare inferiore o nel colletto del carciofo.

Controllare le colonie di questo insetto è molto difficile, grazie alla sua capacità di “entrare” nel carciofo e vivere al suo interno.  L’unico modo per combatterlo è farlo quando l’insetto è ancora contenuto nell’uovo o quando come larva, ad ottobre-novembre, vive ancora all’interno delle foglie. In quel caso si può intervenire con dei prodotti endoterapici specifici per il carciofo. La lavorazione del terreno nelle vicinanze del carciofo atte a distruggere le crisalidi sono altrettanto efficaci.

Photo Credit | Thinistock

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