Tignola dell’olivo, insetto parassita

di Valentina

La tignola dell’olivo (Prays Oleae)  è un insetto parassita appartenente all’ordine dei lepidotteri che predilige attacare gli ulivi, come il nome stesso ci indica e piante tipiche della nostra macchia come il ligustro ed il gelsomino. Ai nostri occhi appare come una farfalla che presenta circa 1,5 cm di apertura alare da adulto, dotate di una livrea di colore grigio-argento costellata di piccole macchie di colore nero.

Anche le sue larve sono facilmente riconoscibili: il loro colore marrone chiaro con delle strisce longitudinali verdi e giallognole rispettivamente sul dorso e sul ventre danno alla tignola dell’olivo un aspetto inconfondibile.  I danni che questo insetto è capace di causare si manifestano su fiori, foglie e frutti: ma è solo su questi ultimi che il problema è più sentito, a causa della possibile perdita del raccolto.

Sono le larve a causare il danno, cibandosi delle varie parti della pianta a seconda della generazione alla quale appartengono. Per farla breve: la prima generazione, di tipo antofago, entra nei boccioli dei fiori e ne distrugge gli organi riproduttivi; la seconda generazione, di tipo carpofago e più pericolosa, attacca le olive o i frutti degli altri ospiti quando sono di appena 5 mm di diametro, causando la caduta degli stessi scavando delle gallerie che arrivano all’endocarpo. Vi è infine la terza generazione, quella filofaga, che scava a fondo nelle foglie dell’ulivo erodendole dall’esterno ed entrando nei germogli facendole seccare.

E la generazione fillofaga a svernare nello stadio di larva all’interno delle foglie. Intorno ad aprile, con la primavera, iniziano a comparire i primi adulti, che danno il via alla generazione antofaga, che si nutre dei fiori dopo circa due o tre settimana dalla deposizione delle uova. Nuovi adulti compaiono intorno a maggio e giugno, pronti a deporre le uova sui piccoli frutti. In questo caso le larve si cibano dei frutti fino a settembre, quando raggiungono le foglie. A settembre–ottobre arriva l’ultima generazione, che è quella che poi svernerà.

La lotta contro la tignola dell’olivo è  condotta chimicamente, sebbene esistano degli antagonisti naturali.  Essa viene eseguita sulla generazione carpofaga nei mesi di giugno e luglio, prima che le larve possano penetrare nei frutti. Vengono utilizzate delle trappole sessuali in modo tale da bloccare l’evolversi delle generazioni senza mettere a repentaglio la pianta con sostanze nocive.

Photo Credit | Thinkstock

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