Capua, insetto parassita

di Valentina

La capua è un insetto parassita diffuso nei nostri frutteti,specialmente in quelli locati al Nord. Fa parte dei ricamatori delle pomacee ed è un lepidottero appartenente alla famiglia dei tortricidi che colpisce con più frequenza melo, pero, dupracee e latifoglie in generale.

Le larve sono di colore verdastro e lunghe circa 2 cm mentre gli adulti sono delle farfalle dotate di un’apertura alare compresa tra gli 1,8 e i 2 cm. Esse sono di colore ocra chiaro ma posseggono delle striature brunastre di tipo trasversale: quelle posteriori sono di solito di una colorazione bianco grigiastra.

La capua sverna come larva in un bozzolo costruito nella scorza. Si risvegliano di solito a primavera per riprendere la loro classica attività trofica attaccando i mazzetti floreali già presenti o i germogli più giovani. Gli adulti compaiono intorno alla fine di maggio, e sono presenti per tutto giugno. E’ in quel periodo che le femmine depongono le uova sulle foglie degli alberi ospiti, le cui larve daranno poi vita agli adulti di seconda generazione che produrranno poi le larve che sverneranno. Sebbene meno diffusa nei nostri frutteti rispetto ad altri insetti parassiti e ricamatori, la capua non è facilissima da eliminare. Motivazione per la quale la lotta contro questo insetto avviene principalmente in modo guidato ed integrato. I monitoraggi di solito iniziano con le trappole sessuali a metà maggio. Le soglie tenute in considerazione di solito riguardano complessivamente tutti i ricamatori presenti sulla pianta. Ed i trattamenti avvengono con insetticidi dedicati che non rischiano di mettere in difficoltà la pianta.

La lotta avviene anche attraverso l’utilizzo di antagonisti diretti di questi animali e della carpocapsa perché comuni: imenotteri calcidoidei e braconidi. Non dimentichiamo che tra i calcidoidei molto importanti sono i trichogramma che sono attivi sulle uova deposte. Contro le larve vengomo spesso utilizzati i ditteri larvevoridi le cui larve parassitano le larve dei tortricidi.

Photo Credit | Nuzban

 

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