Gloriosa superba, un destino nel nome

di Redazione

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Gli appassionati di giardinaggio conosceranno questa pianta con il nome di Giglio rampicante per via della somiglianza con il genere capostipite della famiglia delle Liliacee, ma non tutti forse sanno che la denominazione scientifica di questa meravigliosa erbacea è Gloriosa superba.

E’ caratterizzata da un fusto eretto molto sottile, dal quale partono le foglie lunghe e lanceolate, dal colore verde chiaro. I fiori invece possono assumere colorazioni diverse a seconda della specie, variando dall’arancio, al rosso, al cremisi. La particolarità dei fiori è dovuta al fatto che i petali si arricciano o si arrotolano via via verso l’esterno, dando vita ad uno spettacolo dalla bellezza unica.

La Gloriosa superba viene coltivata per lo più all’interno delle pareti domestiche, ma in presenza di clima mite può anche sopportare la messa a dimora, purché se ne rispettino le esigenze. Come regolarsi dunque per ottenere una pianta al massimo della sua bellezza?

Di fondamentale importanza è l’esposizione in una zona luminosa della casa o del giardino, ma non ai raggi diretti del sole, specie nei mesi più caldi dell’anno. La temperatura ideale per una buona coltivazione è quella che si aggira intorno ai 18-20°C, ma può resistere anche a temperature inferiori, a patto che venga privata completamente dell’irrigazione.

E a proposito del fabbisogno d’acqua, occorre ricordare che la Gloriosa superba chiede di essere innaffiata con regolarità nel periodo della fioritura, in modo che il terreno resti costantemente umido. Nel periodo di riposo vegetativo, invece, è consigliabile ridurre le irrigazioni, fino a sospenderle completamente.

Si propaga per semina nella stagione primaverile, utilizzando un terriccio misto di terra, torba e sabbia, in modo da assicurarle il giusto drenaggio. In caso di messa a dimora, invece, qualunque tipo di substrato può rivelarsi giusto, purché si provveda poi ad una corretta concimazione con fertilizzante liquido, mescolato all’acqua delle innaffiature.

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